Nuovo piano vaccinale, previsto anche il ricorso ai farmacisti

Roma, 15 marzo – Sarà la fase attuativa, nei prossimi giorni, a dire se il tanto reclamato “cambio di passo” nella gestione della campagna vaccinale è arrivato. Quel che è certo è che, intanto, il nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid, generale Francesco Paolo Figliuolo (nella foto), ha predisposto e presentato il nuovo piano per la campagna vaccinale nazionale (il documento è disponibile qui), i cui contenuti erano stati anticipati qualche giorno fa dal nostro giornale.

Senza indulgere in concessioni ad approcci estetizzanti a base di primule e gazebi, il documento bada alla sostanza, a partire dalla chiara enunciazione degli obiettivi principali:  inoculare ogni giorno 500 mila dosi di vaccino e immunizzare entro settembre l’80% della popolazione, grazie al miglioramento della rete di prenotazione, all’aumento della platea dei vaccinatori e del numero di punti vaccinali.

Il piano, diffuso sabato da Palazzo Chigi ed elaborato in armonia con il Piano strategico nazionale del ministero della Salute, fissa le linee operative per completare al più presto la campagna vaccinale, triplicando il numero giornaliero medio di vaccinazioni delle scorse settimane, pari a circa 170 mila. La governance sarà accentrata a fronte di una esecuzione decentrata, con una catena di controllo snella.
I due pilastri per condurre una rapida campagna sono la distribuzione efficace e puntuale dei vaccini e l’incremento delle somministrazioni giornaliere.

L’approvvigionamento e la distribuzione dei vaccini, “attraverso il costante contatto della struttura commissariale con tutti gli stakeholder”, è il primo punto dello schema. Ad oggi – si legge nel documento – sono state consegnate “7,9 milioni di dosi, che si raddoppieranno entro le prossime tre settimane. Entro la fine di giugno è previsto l’arrivo di altre 52 milioni di dosi circa, mentre ulteriori 84 milioni sono previsti prima dell’autunno”. Circa l’1,5% delle dosi costituiranno una riserva da utilizzare “con immediatezza” nel caso di “esigenze impreviste, indirizzando le risorse nelle aree interessate da criticità, prevedendo l’impiego di rinforzi del Dipartimento di Protezione civile e della Difesa”.

La somministrazione dei preparati dovrà essere capillare in tutto il territorio nazionale. A questo scopo sarà incrementata “la platea dei vaccinatori e il numero di punti vaccinali. Verrà dato impulso all’accordo per impiegare medici di medicina generale (fino a 44 mila), odontoiatri (fino a 60 mila), medici specializzandi (fino a 23 mila). Si potrà far ricorso – tramite accordi in via di finalizzazione – anche ai medici della Federazione medico sportiva italiana, ai medici competenti dei siti produttivi e della grande distribuzione, oltre che ai medici convenzionati ambulatoriali e ai farmacisti. Proseguirà, se necessario, l’assunzione di medici e infermieri a chiamata, in aggiunta agli oltre 1700 già operativi”, mentre in caso di necessità estrema saranno schierati anche team mobili.

Non solo: gli attuali 1.733 punti vaccinali saranno potenziati sfruttando siti produttivi, le aree della grande distribuzione, le palestre, le scuole, le strutture di associazioni e della Conferenza episcopale italiana.

Verrà infine potenziata la parte dell’info-logistica “con l’adozione in tempi brevi di soluzioni informatiche per l’ampliamento delle funzioni di prenotazione e somministrazione dei vaccini, garantendo la circolarità delle informazioni e dando così impulso alla campagna”.

L’andamento delle attività sarà quotidianamente verificato da un tavolo permanente che sarà coordinato dalla Struttura commissariale e composto dalla Protezione civile, dalle Regioni e dalle Province autonome, con l’eventuale partecipazione di altri attori istituzionali e delle associazioni.

 

♦ Piano per la campagna vaccinale nazionale del Commissario straordinario