E-commerce, le Poste porteranno a domicilio gli acquisti su Amazon

 

Roma, 14 giugno –  Comunque la si voglia giudicare, l’alleanza siglata ieri tra Amazon e Poste Italiane rappresenta un ulteriore passo in avanti nello sviluppo dell’e-commerce nel nostro Paese, prospettiva alla quale i settori tradizionali del retail (farmacie incluse) guardano con comprensibile preoccupazione.

Il colosso mondiale del commercio elettronico e le Poste nazionali – tornate a concentrarsi sullo storico business dei servizi postali, ovvero la consegna di lettere e pacchi  – hanno infatti chiuso un accordo triennale, rinnovabile per un ulteriore biennio, in base al quale l’azienda postale nazionale distribuirà i prodotti acquistati sulla piattaforma di e-commerce, ogni giorno fino alle 19.45 e anche i fine settimana, attraverso la capillare presenza sul territorio garantita dagli oltre 30mila portalettere impegnati nelle attività di recapito, dal corriere espresso Sda e dalla flotta MistralAir, la compagnia aerea del Gruppo.

“In linea con il piano industriale Deliver 2022”  informa in una nota l’azienda guidata da Matteo Del Fantel’accordo con Amazon valorizza appieno la flessibilità offerta dal nuovo modello di recapito, Joint Delivery, attivo da aprile ed in corso di implementazione”.

Grazie a questo accordo, Poste Italiane accelera lo sviluppo dell’e-commerce in Italia,  con (asserite) positive ricadute sugli investimenti in tecnologia e sull’occupazione: al 2020 i dipendenti impegnati nella logistica dei pacchi saranno 10 mila.

È nelle cose che l’accordo punti a dare un notevole impulso al mercato on line anche di quei segmenti di mercato (benessere, baby care, veterinari, cura della persona, alimentazione speciale eccetera) di diretto interesse della farmacia, che ha già avuto modo di rendersi conto di come su queste tipologie commerciali l’e-commerce sia già diventato il concorrente più temibile.

Comprensibile, dunque, che la notizia dell’alleanza Amazon-Poste possa provocare più di un  malumore tra i farmacisti italiani, che già hanno svariati motivi per non amare (eufemismo) i due protagonisti dell’accordo commerciale chiuso ieri. Di Amazon spaventa in primo luogo l’inarrivabile potenza di penetrazione, che nei piani della società di Jeff Bezos verrà prima o poi utilizzata anche per sbarcare in forze anche nel mercato del farmaco, cercando il modo di risolvere tutti i problemi (e sono molti) legati alla sua specificità.

Nei confronti di Poste Italiane, invece, resiste un certo malanimo che risale ai tentativi della società di sbarcare nel business farmaceutico in forma diretta. Basterà ricordare, al riguardo, l’accordo firmato con Farmindustria nel 2011 per distribuire i farmaci a domicilio dei pazienti affetti da particolari patologie, coinvolgendole strutture ospedaliere, nonchè il portale Postesalute.it, nato  qualche anno fa per vendere referenze legate alla dimensione sanitaria e del benessere ma poi subito riconfigurato come una sorta di sportellone on line dal quale accedere a servizi come il pagamento dei ticket e il ritiro on line dei referti medici.

Un’immagine non felice, insomma, quella di cui gode (s fa per dire) Poste Italiane nel mondo delle farmacie, e che certamente quest’ultimo accordo con Amazon non contribuirà davvero a migliorare. .