Draghi, lotta a Covid e sanità territoriale priorità del governo

Roma, 18 febbraio – C’è molta sanità, nel discorso che il presidente del Consiglio Mario Draghi (nella foto) ha rivolto ieri mattina ai senatori a Palazzo Madama per illustrare il programma del suo Governo. Per chi l’avesse perduto, in calce a questo articolo rendiamo disponibile il link al testo delle sue dichiarazioni, insieme a quello della replica, in serata, agli interventi dei rappresentanti delle diverse forze politiche succedutisi nel pomeriggio.

A dettare la scaletta delle dichiarazioni del capo del governo è stata inevitabilmente l’emergenza sanitaria, alla quale è peraltro legata a filo doppio l’emergenza economica. Draghi ha subito evidenziato quelle che a suo giudizio (largamente condiviso) sono le principali urgenze: accelerare la campagna vaccinale, riformare la sanità territoriale e assicurare la ripresa delle normali attività scolastiche. Obiettivi che potranno essere raggiunti – soprattutto il primo – soltanto mobilitando tutte le energie di cui il Paese dispone, dalla protezione civile alle forze armate fino ai volontari, per vaccinare in ogni struttura disponibile, sia essa pubblica o privata.

Questo anno di emergenza sanitaria deve essere utilizzato come base di esperienza per procedere alla riforma della sanità nazionale, partendo dal potenziamento della sanità territoriale, vero cuore del sistema, Nelle sue dichiarazioni, Draghi ha dimostrato di aver molto chiaro che la sfida si gioca sull’assistenza di prossimità e che la rete ospedaliera deve fare – bene – soltanto ciò per cui  serve, ovvero provvedere alle esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative. Tutto il resto, a partire dalle cronicità, deve vedere la  “casa come principale luogo di cura”,  ha detto Draghi, obiettivo raggiungibile con la telemedicina, con l’assistenza domiciliare integrata e – ovviamente – con la valorizzazione dei professionisti sanitari di prossimità.
Inevitabile il passaggio del presidente del Consiglio sul Recovery plan, che tornerà in officina per revisioni e aggiustamenti, pur conservando  gli obiettivi strategici: “Nelle prossime settimane rafforzeremo la dimensione strategica del programma, in particolare con riguardo agli obiettivi riguardanti la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la rete ferroviaria veloce, le reti di distribuzione dell’energia per i veicoli a propulsione elettrica, la produzione e distribuzione di idrogeno, la digitalizzazione, la banda larga e le reti di comunicazione 5G” ha detto Draghi al riguardo, per poi spaziare su tutte le riforma strutturali che il Paese ha necessità di realizzare senza ulteriori ritardi: oltre alla scuola, il fisco, la pubblica amministrazione e la giustizia.

Rimandiamo in ogni caso al discorso di Draghi, poco più di 50 minuti che segnano uno spartiacque in questa legislatura, e forse non solo: Un discorso che è stato salutato con grandissimo favore, a giudicare dai primi commenti, proprio da quel “popolo della sanità” chiamato a essere uno dei principali protagonisti del Paese che verrà. Tra gli altri, registriamo qui di seguito  il commento di Andrea Mandelli, presidente della Fofi ma anche deputato e responsabile nazionale per la Sanità di Forza Italia.

Per Mandelli, il discorso del presidente del Consiglio “ha affrontato tutti gli aspetti cruciali per la ripartenza del Paese, che non solo deve superare la crisi drammatica in cui in trova ma deve rapidamente attuare una serie di riforme che già erano urgenti prima della pandemia. L’innovazione tecnologica, la scuola, il riassetto del sistema produttivo e, naturalmente, la tutela della salute”. Apprezzamento per le sottolineature sulla necessità di accelerare la campagna di vaccinazione anti Covid, sfruttando a pieno regime gli spazi pubblici e privati già oggi a disposizione. “È una visione che condividiamo, e ribadiamo al Presidente che i 60mila farmacisti che esercitano nelle oltre 19mila farmacie sono da subito a disposizione” ha detto al riguardo il presdeinte della Fofi, per il quale “la rete delle farmacie italiane rappresenta infatti una infrastruttura con una straordinaria capillarità sul territorio, già pronta e operativa perché ha al suo interno le professionalità necessarie, come stabilito dalla legge di Bilancio di quest’anno, per somministrare in sicurezza le vaccinazioni anti Covid alla popolazione generale”. 
Piena concordanza anche sulla proposta di una riforma della sanità centrata sull’assistenza territoriale,  un’altra delle priorità indicate da Draghi nelle sue dichiarazioni: per Mandelli, “la farmacia dei servizi rappresenta già oggi un’esperienza assolutamente in linea con questa impostazione. Con i servizi assistenziali e sanitari erogati al suo interno ma anche al domicilio del paziente, questo presidio sanitario polifunzionale costituisce infatti un pilastro fondamentale e naturale di quella “casa come luogo principale di cura” indicata da Draghi come prospettiva futura di una sanità moderna, efficace e vicina al cittadino”.

 

Comunicazioni del Presidente Draghi al Senato

La replica del Presidente Draghi in Senato