Donazione farmaci, la Camera approva la mozione Carfagna

Roma, 20 settembre – Varare un decreto che individui concretamente il sistema di raccolta e donazione dei farmaci non utilizzati, anche per offrire un aiuto a quella parte della popolazione in stato di indigenza che avrebbe in tal modo la possibilità di poter accedere ai medicinali necessari per le proprie cure, e garantire una piena uniformità delle varie tipologie di interventi umanitari, prendendo spunto dagli esempi forniti da modelli virtuosi già adottati in alcune realtà locali, come il progetto pilota “Un farmaco per tutti” realizzato a partire dal dicembre del 2015 a Napoli, grazie a un protocollo d’intesa tra l’arcidiocesi, l’Ordine provinciale dei farmacisti, Federfarma Napoli e l’azienda ospedaliera Santobono Pausilipon, che ha portato alla creazione di una struttura di assistenza farmaceutica a fini umanitari.

Questo il succo e il senso dell’impegno chiesto al Governo dalla mozione, prima firmataria Maria Rosaria Carfagna di Forza Italia (nella foto), approvata il 14 settembre scorso all’unanimità dalla Camera, dove era stata presentata nello scorso mese di marzo.

L’approvazione della mozione suona anche come un esplicito riconoscimento della validità dell’iniziativa messa a punto a Napoli, fortemente voluta dalla Curia e dal cardinale Crescenzio Sepe, partita inizialmente all’ospedale dell’Annunziata e fin da subito sostenuta con forza dall’Ordine dei farmacisti partenopeo, presieduto da Vincenzo Santagada.

Il progetto prevede che i farmaci, provenienti da donazioni spontanee da parte di aziende farmaceutiche e privati cittadini, che possono conferirli anche nei casi di cambio, di fine terapia o del decesso di un congiunto malato, sono raccolti negli appositi contenitori posti nelle sedi delle farmacie aderenti all’iniziativa, ritirati periodicamente da vettori autorizzati e alla presenza di un farmacista, trasportati e quindi conservati nei locali messi a disposizione dall’azienda sanitaria ospedaliera.

Successivamente, il farmacista responsabile pro tempore del progetto, nominato dall’Ordine professionale dei farmacisti di Napoli, dopo il controllo dei requisiti fissati nel protocollo d’intesa e la catalogazione nella banca dati, provvede a consegnare i farmaci sulla base del bisogno espresso dagli enti assistenziali che ne facciano richiesta, ferma restando la disponibilità dei farmaci in relazione all’entità delle donazioni ricevute.
Il progetto, suggerisce in buona sostanza la mozione, può essere replicato e diffuso su scala nazionale, soprattutto se si provvede a realizzare le condizioni che lo favoriscano, come viene appunto chiesto al Governo.

Fino a oggi “Un farmaco per tutti” ha raccolto a Napoli più di 80 mila confezioni di farmaci e dispositivi, che  sono stati donati ai molti enti assistenziali, tra i quali Emergency, l’Ordine di Malta, l’Unitalsi Campania, le Suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, l’Elemosiniere del Santo Padre e la Croce Rossa.