ULTIMORA: Sostegni, sì a farmacista vaccinatore e nuove remunerazioni per la farmacia

Roma, 20 marzo – Il Consiglio ministri ha approvato ieri il Decreto Sostegni, il provvedimento che prevede gli aiuti a famiglie e settori in difficoltà. “Un’operazione da 32 miliardi per sostenere le imprese, il lavoro e la lotta alla povertà” ha sintetizzato il premier Mario Draghi  (nella foto) nel corso della conferenza stampa tenuta subito dopo l’approvazione del decreto insieme ai ministri del Mef e del Lavoro, Daniele Franco e Andrea Orlando, che hanno supportato il capo del governo nell’illustrazione di un complesso di misure che spaziano dai ristori ai settori economici più colpiti dalla pandemia fino alla proroga del blocco dei licenziamenti, dallo stop ai versamenti al fisco  fino al 30 aprile allo stanziamento di 2,8 miliardi di euro per l’acquisto di vaccini.

Le disposizioni che più rilevano per farmacisti e farmacie, però, sono quelle contenute nell’art. 19, comma 2, lettera h), del provvedimento, che – come  anticipato ieri dal  nostro giornale –  introduce la possibilità per i farmacisti di somministrare in farmacia il vaccino anti-Covid,  escludendo la supervisione del medico. La misura tiene conto, come spiega con chiarezza la relazione illustrativa, anche “delle recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars CoV 2″ ed è ovviamente finalizzata ad allargare la platea dei vaccinatori e, conseguentemente, la possibilità di somministrare il vaccino sul territorio.  Per  la somministrazione dei vaccini  sarà ovviamente necessario il possesso di formazione specifica, che – chiarisce sempre l’art. 19 – è quella indicata dal comma 465 della Legge di bilancio 2021,  ovvero quella fornita agli operatori sanitari coinvolti nelle attività di somministrazione dei vaccini contro il Sars-CoV-2 dall’Istituto superiore di sanità con i suoi specifici corsi Fad.

Specifici accordi con i sindacati di categoria, sentito l’Ordine professionale, disciplineranno “anche gli aspetti relativi ai requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini, nonché le opportune misure per garantire la sicurezza degli assistiti” e per i farmacisti è anche previsto l’obbligo di trasmettere “senza ritardo e con modalità telematiche sicure” i dati relativi alle vaccinazioni effettuate alla Regione (o Provincia autonoma) di riferimento, “attenendosi alle indicazioni tecniche fornite da queste ultime, anche attraverso il Sistema Tessera Sanitaria”.

Ma il via libera al “farmacista vaccinatore” non è l’unica novità di rilievo contenuta nell’art. 19: non meno rilevanti, infatti, sono le disposizioni contenute nei commi 4 e 6 dell’articolo, che – spiega sempre la relazione illustrativa, “mirano a ottimizzare il servizio  reso dalle farmacie, valorizzando il loro ruolo di presidi di prossimità”. Considerando il calo della cosiddetta spesa convenzionata, che espone  molte farmacie (soprattutto nelle aree dove più servirebbero) al rischio di chiusura, si è ritenuto indispensabile intervenire per “rafforzare strutturalmente la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del Servizio sanitario nazionale alle patologie infettive emergenti e ad altre emergenze sanitarie, nonché per l’attività di somministrazione di vaccini da Sars-CoV-2” prevedendo l’introduzione di una remunerazione aggiuntiva in favore delle farmacie per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Ssn. Gli importi dell’intervento, da adottarsi con decreto del ministro della Salute, di concerto con il MEF e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Io Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono fissati in 50 milioni  di euro per il 2021 (tenuto conto che la sperimentazione presumibilmente inizierà a partire dal settembre 2021) e 150 milioni  per l’anno 2022.

“Si parla di un nuovo modello di farmacia che, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive” spiega la relazione illustrativa “che, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive.   Infatti la farmacia anche durante l’emergenza Covid 19 ha svolto una importante assistenza, sia per l’esecuzione di test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e di tamponi rapidi per la rilevazione presenza di antigene Sars CoV 2 che per la somministrazione di vaccini, tenuto conto anche delle recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars CoV 2. Quindi la farmacia può diventare il luogo dove la popolazione può trovare una prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da  mettere a disposizione del pubblico. Tali disposizioni hanno lo scopo, quindi,  di passare da un sistema di remunerazione fondato sulla scontistica sul prezzo a una remunerazione che valorizza la funzione. In tal modo” conclude sul punto la relazione “si incentiva la vendita anche dei farmaci generici, che hanno un prezzo più basso rispetto agli altri”.

Sembra un brano tratto da un manifesto promozionale della “farmacia dei servizi” e si tratta, invece, di considerazioni messe nero su bianco nella relazione che illustra le norme di un provvedimento di legge appena varato dal Governo. Provvedimento che, a questo punto, potrebbe rappresentare il punto di svolta cruciale di un percorso che è stato fin qui faticoso e lungo anni (almeno 12, se si inizia a contare dal 2009, anno della legge n. 69, che delegò il Governo all’emanazione di uno o più decreti legislativi finalizzati all’individuazione di nuovi servizi a forte valenza socio-sanitaria erogati dalle farmacie nell’ambito del Ssn) ma che ora potrebbe finalmente e definitivamente accelerare, anche e soprattutto sul fronte della necessaria revisione di elementi strutturali, come appunto la remunerazione del servizio farmaceutico latamente inteso e una adeguata revisione dei  suoi contenuti attraverso un nuovo accordo convenzionale con il Ssn che tenga conto di tutto ciò che (in sintesi ma efficacemente) viene espresso nelle considerazioni che accompagnano le disposizioni del Decreto Sostegni sulla farmacia  (la bozza di testo, per opportuna documentazione, è resa disponibile in calce all’articolo).

A beneficio di  chi crede nelle suggestioni delle congiunzioni astrali, è il caso di ricordare che, a pochissime ore di distanza dall’approvazione del Decreto Sostegni, alle ore 10.37 di oggi, 20 marzo, inizia la primavera. Hai visto mai…

 

Decreto Sostegni. La bozza di testo