Disturbi d’umore e ansia in aumento, sale anche il consumo di farmaci

Roma, 15 marzo – Aumentano gli italiani con disturbi d’ansia e dell’umore e cresce il consumo di antidepressivi. Negli ultimi anni “la stima in Italia è del 10% della popolazione che ha sofferto, almeno una volta nella vita, di ansia e del 15-20% che ha avuto un episodio di depressione. Fenomeni spesso collegati tra loro, con un aumento del 5% complessivo per la depressione. Questi disturbi possono essere affrontati anche con la psicoterapia, ma in Italia si sceglie la via farmacologica perché mancano operatori nelle strutture pubbliche e perché l’antidepressivo convince di più il paziente da un punto di vista clinico e di costi“.

Ad affermarlo in un’intervista all’agenzia Adnkronos Salute è Carlo Carpiniello, presidente della Società italiana di psichiatria (Sip).
Nel 2016 nel nostro Paese il consumo di antidepressivi è cresciuto dell’1,6% rispetto all’anno precedente. A questo dato, però, corrisponde una contrazione dell’8,2% della spesa a causa della diffusione dei generici, che hanno spinto i prezzi verso il basso. Sono i dati raccolti da QuintilesIms Italia e presentati durante la Giornata mondiale della salute 2017.
In Italia sono stati venduti, nel 2016, farmaci per il tono dell’umore per oltre 1,1 miliardi di unità standard (fiale e compresse), con una spesa di oltre 262 milioni di euro. I consumi si concentrano soprattutto al Nord. Secondo l’esperto c’è un problema di fondo.

Esiste una confusione generale che si è creata tra ansiolitici e antidepressivi. I primi erano farmaci per la cura di alcuni tipi di disturbi d’ansia”  spiega Carpiniello “e dal punto di vista farmacologico appartenevano ad esempio alla famiglie delle benzodiazepine. Poi si è scoperto che alcuni antidepressivi, a dosi più basse, potevano avere effetti positivi anche sui disturbi d’ansia, su quelli ossessivo-compulsivi, sullo stress post-traumatico. In più l’antidepressivo, se prescritto dal medico di medicina generale, viene rimborsato dal Ssn e non pagato direttamente dal soggetto“.
C’è anche un discorso generale sull’uso improprio delle terapie”  aggiunge il presidente della Sip  “molti disturbi depressivi e ansiogeni potrebbero essere curati con metodi alternativi ai farmaci come le psicoterapie. C’è più di un problema però, queste sono difficilmente accessibili nel pubblico (ci sono pochi operatori qualificati rispetto al numero della popolazione) e se si sceglie il privato i costi salgono, visto che il percorso può essere molto lungo“.