Distributori, Adf al rinnovo delle cariche. Giombini: “C’è ancora molto da fare”

Roma, 15 giugno – “Una distribuzione intermedia forte,  sinergica e collaborativa, nel rispetto delle professionalità e dei ruoli giova  tangibilmente all’intera filiera del farmaco, arricchendo il valore indiscutibile  della supply chain, che deve essere difesa e potenziata, avendone presente sia  l’enorme valenza socio-sanitaria sia quella socio-economica”.

Questo l’obiettivo che Mauro Giombini, presidente Adf (nella foto), indica per il futuro immediato dell’Associazione dei distributori farmaceutici, che oggi a Roma terrà la sua Assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche di vertice.

In un editoriale pubblicato sul numero speciale de Il Quaderno della Distribuzione Farmaceutica realizzato per celebrare il trentennale dell’associazione, Giombini ripercorre brevemente gli ultimi, intensi tre anni di attività, che hanno visto Adf partecipare in prima fila ai vari tavoli istituzionali aperti per fare fronte alle criticità della filiera del farmaco, a partire da quello del MISE finalizzato a rivedere la revisione della governance farmaceutica.

A quest’ultimo, ricorda Giombini, l’associazione dei distributori ha contribuito in particolare documentando, attraverso uno studio sui bilanci di un panel di aziende associate, elaborato dalla Sapienza di Roma, “i rischi di una marginalità impropriamente ridotta, sostenendo la necessità di una nuova remunerazione da anni annunciata e sempre rinviata”.

Ma Giombini ha voluto richiamare anche il rilievo e il peso che – in materia di spesa farmaceutica e di  sfondamento dei tetti – ha avuto il ricorso avanzato da Adf davanti al Tar Lazio contro la determina Aifa per il ripiano della spesa territoriale 2013, accolto dai giudici amministrativi con l’annullamento della stessa  determina per la quota parte dello 0,74% imposto ai grossisti e con un giudizio di illegittimità  sul consolidamento dello 0,64% e i correlati effetti permanenti. Alla questione, ricorda il presidente dei distributori, ha posto poi fine il Consiglio di Stato, anche alla luce dei provvedimenti legislativi intervenuti nel frattempo, che hanno rivisto l’intera materia: su tutti  il Dl Enti locali del 2016 (che esclude grossisti e  farmacisti dal ripiano degli sforamenti di Dd e Dpc) e la Manovra 2017, che rimodula i tetti calcolando la territoriale al netto della spesa per la diretta e la distribuzione per conto.

Ma Adf partecipa attivamente, fin dalla loro apertura, sia al tavolo Aifa (“gemmazione” di quello del MISE) per la ridefinizione dei canali distributivi sia a quello istituito – sempre sul tema –  dalla Sifo, “non mancando di sollecitare” scrive Giombini “un tagliando alla legge 405/2001 per il riconoscimento del ruolo svolto dai grossisti full line nella Dpc”.

In carniere c’è anche il contributo assicurato alla stesura, dopo “un lavoro lungo e proficuo”,  del documento contro le carenze condiviso da tutta la filiera. Al riguardo, Giombini ricorda anche che  “Adf ha detto no all’attacco (anche mediatico) ai soli grossisti, rimarcando come la normativa assoggetti il solo distributore intermedio a sanzioni severe, sebbene la problematica delle carenze nasca da cause multi fattoriali”.

Il presidente Adf ricorda poi come, al Tavolo Aifa, l’associazione sia impegnata anche sul tema dell’obbligo per i grossisti delle dotazioni minime del 90% delle specialità medicinali, attraverso il coordinamento di un gruppo di lavoro dedicato e la partecipazione a un secondo gruppo per definire un modello di verbale ispettivo nazionale armonizzato e condiviso

Altro fronte di impegno, quello della tracciabilità europea: Adf è coinvolta nella fase negoziale delle trattative, con i rappresentanti di produttori e farmacisti, per la costituzione del Nmvo (acronimo per National medicines verification organisation), l’organismo che dovrà trattare le linee-guida e la gestione della tracciabilità del farmaco in Italia secondo le norme dettate dall’Europa.

Nella sua ampia panoramica, Giombini non manca di rivolgere apprezzamento per le prime dichiarazioni dei neo-presidenti di Federfarma e Sunifar, Marco Cossolo e Silvia Pagliacci,  condividendone in particolare l’impegno a confermare la farmacia come canale primario della distribuzione del farmaco,  il richiamo al bisogno di regole omogenee su tutto il territorio nazionale e la necessità di assicurare la sostenibilità economica del servizio farmaceutico. “Tematiche sulle quali” scrive Giombini “non si può non vedere come distributori intermedi e farmacisti debbano essere schierati sullo stesso fronte”.

I “buon frutti” raccolti in alcuni campi e la semina effettuata in altri, conclude quindi Giombini, non  devono però far dimenticare che “ci sarà ancora molto da fare per un’Associazione che deve restare unita e coesa, seppure aperta all’evoluzione e al cambiamento”.