Diagnostica negli studi di Mmg e pediatri, firmato il decreto

Roma, 31 gennaio – “Il 28 gennaio è stato firmato il decreto attuativo per rendere concreto il finanziamento di 235 milioni di euro stanziati in manovra per dotare i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta del kit di diagnosi. Si tratta di una svolta importante per la sanità del territorio”.

Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa della Fimmg al ministero della Salute convocata in occasione della conclusione della campagna nazionale Adesso basta , è stato ieri il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto), aggiungendo che il provvedimento rende concreta  “la promessa fatta nella legge di Bilancio per portare concretamente la strumentazione diagnostica al cittadino sul territorio. Ora la palla passa alle Regioni, che hanno già dimostrato sensibilità a questi temi  con il Patto per la Salute.  Sono sicuro che questo decreto fa bene al Paese”.

“Penso  che nella sanità del futuro dovremmo il più possibile rafforzare il territorio” ha detto ancora il titolare del dicastero. “È evidente che il rovesciamento della piramide demografica e l’esplosione della cronicità sono i due temi nuovi con cui deve confrontarsi il Servizio sanitario nazionale e che assegnano un ruolo fondamentale al territorio. Il territorio è tante cose, anche diverse in funzione dell’area geografica in cui si va. Ma territorio significa anche la capillarità del medici di medicina generale e pediatri di libera scelta”.

Nei cui studi e ambulatori, per effetto dello stanziamento di 235 milioni della Legge di bilancio e, ora, del decreto attuativo, sarà possibile usufruire (gratuitamente) di una serie di servizi e prestazioni aggiuntivi,  grazie alla possibilità di medici e pediatri di dotarsi di strumenti di diagnostica di primo livello come elettrocardiografo, Holter pressorio, spirometro eccetera).

Una volta entrato in vigore il decreto, che deve ottenere il via libera della Conferenza Stato-Regioni,  le Regioni avranno 60 giorni di tempo per predisporre un “piano dei fabbisogni per l’utilizzo delle risorse assegnate”, che andrà presentato alla Direzione generale della Programmazione sanitaria del ministero. Il piano dovrà contenere, tra l’altro, l’elenco delle apparecchiature e i costi per il loro acquisto e collaudo; una relazione sulle modalità di impiego delle apparecchiature stesse e sull’assetto organizzativo, con riferimento a ai profili della manutenzione, assistenza e aggiornamento, ma anche delle modalità di fornitura e di smaltimento dei consumabili.

Il decreto (dove è indicata la ripartizione dei 235 milioni di finanziamento Regione per Regione: al Lazio sono assegnati 23,4 milioni) prevede anche che, una volta approvato il piano dei fabbisogni, le Regioni potranno procedere con le richieste di ammissione al finanziamento. Come previsto dalla legge di Bilancio 2020, le apparecchiature sanitarie saranno quindi “di proprietà delle aziende sanitarie” e messe “a disposizione dei medici secondo modalità individuate dalle aziende medesime, avendo cura di misurare l’attività svolta attraverso indicatori di processo”. Particolare importante,il provvedimento prevede anche la possibilità per i medici di dotarsi autonomamente dei dispositivi.