Diabete, si studia per bloccare il tipo 1 con l’immunoterapia

Roma, 8 settembre – Si moltiplicano gli studi per contrastare il diabete con l’immunoterapia. In un recente studio, pubblicato ad agosto su Science Translational Medicine e del quale riferisce anche un ampio articolo pubblicato sul sito del King’s College di Londra, un team di ricercatori del prestigioso istituto ha testato un approccio di questo tipo, mostrando che l’immunoterapia è sicura e sembra bloccare il diabete di tipo 1.

In questi diabetici, riferisce un lancio di AdnKronos, le cellule T del sistema immunitario ‘impazziscono’ e attaccano le beta cellule del pancreas che producono insulina.
I risultati preliminari di questo piccolo studio sono promettenti e aprono la strada a un vaccino per il diabete di tipo 1.

La terapia prevede l’iniezione nel sangue di brevi segmenti di proinsulina, una molecola che le beta cellule poi trasformano in insulina. Questi frammenti ‘disinnescano’ l’attacco delle cellule T, spiegano i ricercatori. Il trattamento è stato somministrato a 21 persone che negli ultimi 100 giorni avevano ricevuto una diagnosi di diabete, mentre altre 8 hanno ricevuto un placebo. Entrambi i gruppi sono stati trattati con iniezioni regolari ogni poche settimane per 6 mesi.
Entro 12 mesi il gruppo sotto placebo ha dovuto aumentare le dosi di insulina in media del 50%, mentre chi era sotto immunoterapia è rimasto stabile, senza segni di progresso nella distruzione delle beta cellule.

“Stiamo cercando un farmaco che possa essere utile in 5-10 anni, se tutto andrà bene” sottolinea Mark Peakman del King’s College di Londra, che ha lavorato al progetto. L’idea è quella di somministrare la terapia a bambini o persone che hanno iniziato a sviluppare la condizione, e persino a chi è ad alto rischio genetico per il diabete di tipo 1.