Di Iorio: “Caos vaccini, a Napoli le Asl rinunciano alla risorsa farmacia”

Roma, 14 settembre – La legge sull’obbligo vaccinale, che – al netto delle polemiche antivax – molto ha fatto discutere anche in relazione alle difficoltà logistico-organizzative prodotte sulle strutture sanitarie, le scuole e le famiglie, prevede il coinvolgimento delle farmacie italiane nelle attività di prenotazione e informazione.

Ma il dettato legislativo nazionale, che in considerazione della presenza capillare sul territorio delle farmacie di comunità e nel pieno riconoscimento del loro ruolo, decide di avvalersi di questi presidi anche in questa delicata e complicata occasione, ha evidentemente perso forza e cogenza nel varcare i confini di quello che un tempo fu lo stato borbonico: le Asl napoletane, infatti, hanno scelto di non utilizzare le farmacie, almeno fino a oggi, per assicurare un più agevole adempimento degli obblighi imposti dalla nuova legge.

A denunciarlo è il presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio. “Anche sulla pagina Facebook del nostro sindacato provinciale abbiamo subito provveduto a rilanciare le indicazioni del ministero” spiega i leader dei titolari di farmacia napoletani “ma, almeno per il momento, non abbiamo possibilità di collaborare fattivamente con il nostro territorio, dove pure la corsa ai vaccini in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico si sta svolgendo nel caos e registra molti e diffusi disservizi, producendo grande confusione nelle famiglie”.
Il Piano regionale vaccini campano, però, sembra voler fare a meno delle farmacie, ignorando le indicazioni della legge nazionale, che prevede di impiegare questi presidi, in particolare,  nell’informazione ai cittadini e nella prenotazione delle vaccinazioni. Possibilità che altre Regioni (si veda al riguardo la Puglia) hanno giustamente e opportunamente utilizzato con risultati molto importanti.

Eppure, l’associazione dei titolari – in una lettera inviata alla Regione più di un mese fa, in pieno agosto –  aveva ribadito la sua piena disponibilità a collaborare con le autorità sanitarie regionali, senza però ottenere alcun riscontro, almeno fin qui.

Di Iorio, però, non demorde: “Restiamo in attesa di un segnale e siamo pronti a  mettere al servizio delle istituzioni e dei cittadini campani la nostra rete, che solo a Napoli conta 800 farmacie e che diventa preziosa per attribuire un ruolo più attivo anche nella distribuzione dei vaccini antinfluenzali”  afferma il presidente di Federfarma Napoli. “Ho sempre ritenuto e continuo a pensare che le farmacie dovrebbero essere utilizzate per garantire  un razionale approvvigionamento dei sieri, anche per evitare che, come è accaduto in non pochi casi, una parte degli acquisti alla fine resti inutilizzata, allungando la lista di quegli sprechi che la nostra sanità non può né deve permettersi. Evenienza che nel nostro canale, dove le forniture sono legate alle richieste  e attentamente monitorate, non potrebbe mai verificarsi”

Ma il punto centrale, sul quale Di Iorio insiste con una richiesta che in qualche modo suona anche come una denuncia, resta il coinvolgimento nella campagna per le vaccinazioni obbligatorie: “Lascio solo immaginare quante persone  possono raggiungere e informare ogni giorno le 800 farmacie aderenti a Federfarma Napoli” afferma il presidente del sindacato provinciale. “Chiedo alle Asl di sapere in maniera ufficiale, quanti sono in ogni Asl i centri vaccinali, quali gli orari, quali i giorni, quali sono le vaccinazioni praticate in relazione all’età anagrafica e scolare e se ci sono criticità”.

“Rivendico, insomma, il ruolo di informazione e formazione della nostra categoria” conclude Di Iorio. “Vogliamo collaborare e non essere chiamati solo per le emergenze”.