Decreto vaccini, potranno essere somministrati anche in farmacia

Roma, 10 luglio – Anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella: questi i 10 vaccini obbligatori e gratuiti per i minori di età compresa tra zero e sedici anni che saranno introdotti dopo le modifiche introdotte al decreto legge sui vaccini, ormai prossimo al voto finale in Commissione Sanità al Senato: l’esame sarà infatti concluso nelle sedute di stasera, alle ore 20, e di  domani 11 luglio.

Il provvedimento prevede anche che altri quattro vaccini, ancorché non obbligatori  e quindi non dirimenti per l’iscrizione a scuola (cfr. RIFday del 5 luglio), siano offerti gratuitamente (“offerta attiva e gratuita”, con un sollecito da parte delle strutture sanitarie a vaccinare i bambini). Si tratta di quelli contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus.

Verificati i dati epidemiologici e le coperture vaccinali raggiunte, il ministero della Salute, dopo il primo triennio dall’entrata entrata in vigore della legge, potrà disporre la cessazione dell’obbligo per una o più delle vaccinazioni per morbillo, rosolia, parotite e varicella, sentiti il Consiglio superiore di sanità, l’Aifa, l’Istituto superiore di sanità e la Conferenza permanente Stato-Regioni.

Il testo riveduto in Commissione alleggerisce le iniziali sanzioni a carico dei genitori per il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale, prevedendo che siano compresa da un minimo di 500 a un massimo di 3.500 euro. Ma, soprattutto, viene eliminato ogni riferimento alla possibile perdita della patria potestà. Modifiche che in ogni caso stanno bene alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin (nella foto), “madre” del provvedimento: “Il Parlamento è sovrano, io continuerò ad accettare emendamenti che non stravolgono la base scientifica del decreto e che sono migliorativi” ha detto infatti la titolare del dicastero, osservando che la riduzione delle sanzioni “non vanifica l’effetto sanzionatorio” e la lista dei vaccini rimodulata “se va bene alle autorità sanitarie va bene anche a me”.
Probabilmente anche al fine di eliminare o quantomeno ridurre le polemiche del fronte anti-vax su un presunto “business vaccini” da parte delle aziende produttrici, è previsto anche un più rigido “governo” sui prezzi: i vaccini indicati dal Calendario vaccinale nazionale dovranno essere sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell’Aifa.

Ma la novità più rilevante per la professione farmaceutica è senza dubbio la disposizione, contenuta nell’articolo 1-bis del provvedimento, che estende anche alle farmacie la possibilità di somministrare i vaccini, in spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e avvalendosi della collaborazione di infermieri o assistenti sanitari, secondo modalità che saranno stabilite con un decreto del ministero della Salute.

La norma, che accoglie un emendamento a firma dei senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri, Andrea Mandelli e Maria Rizzotti, prevede anche che la farmacia, previo rilascio della certificazione gratuita relativa all’avvenuta vaccinazione, si faccia carico di inviare la stessa al competente servizio dell’Asl per il necessario aggiornamento del libretto delle vaccinazioni.
Alla farmacia si fa riferimento diretto anche nell’articolo 2, che riguarda le iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni. Nelle iniziative di comunicazione e informazione istituzionale per illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni contenute decreto e per diffondere la cultura delle vaccinazioni che saranno assunte a partire dal 1°luglio 2017 dal ministero della Salute, viene infatti espressamente richiamata anche la collaborazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti delle farmacie del territorio, “sentite le rispettive rappresentanze ordinistiche e sindacali”.
Sul fronte degli obblighi per i dirigenti scolastici, il provvedimento prevede che all’atto dell’iscrizione a scuola del minore, essi richiedano ai genitori la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni, l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, o ancora la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’Asl territorialmente competente, che eseguirà le vaccinazioni obbligatorie secondo la schedula vaccinale prevista in relazione all’età, entro la fine dell’anno scolastico.

Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia (comprese quelle private non paritarie) la presentazione della documentazione costituisce requisito di accesso, mentre per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale essa non costituisce requisito di accesso alla scuola o agli esami.
I minori esonerati dalle vaccinazioni dovranno essere inseriti in classi composte solo da minori vaccinati o immunizzati. I dirigenti scolastici dovranno comunicare all’Azienda sanitaria locale, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.