Decreto vaccini, ok in Commissione, oggi l’approdo in Aula al Senato

Roma, 11 luglio – Via libera dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato al decreto vaccini, su cui il Governo ha posto la fiducia.

Oggi l’approdo in Aula a Palazzo Madama. Durante la seduta notturna, informa un lancio dell’Ansa, la Commissione ha approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe vaccinale nazionale, che registrerà la situazione vaccinale degli italiani, e un emendamento che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici.

Su quest’ultimo si attende, però, il parere della Commissione Bilancio che arriverà oggi prima dell’approdo in Aula. Sono queste le novità principali del testo che prevede l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.  Superato il primo giro di boa, con il via libera di Palazzo Madama, il ddl di conversione (che dovrà essere approvato entro il termine del 6 agosto) dovrebbe trovare strada spianata alla Camera. Il presidente della commissione Affari sociali di Montecitorio Mario Marazziti ha già espresso un’apertura in tal senso.
Le modifiche apportate finora non hanno stravolto l’impianto del testo, nonostante la riduzione del numero dei vaccini obbligatori, sceso da 12 a 10, “compensata” dalla previsione dell’offerta “attiva e gratuita” di altre quattro profilassi.

Tra le novità che hanno destato polemiche tra le categorie, c’è la possibilità per i medici di vaccinare anche nelle farmacie, coadiuvati dagli infermieri. La modifica, intervenuta a seguito dell’emendamento presentato dai senatori Luigi D’Ambrosio Lettieri, Andrea Mandelli (vicepresidente e presidente Fofi) e Maria Rizzotti, sostenuto da un accordo Pd-Forza Italia, ha già sollevato la contrarietà della Fnomceo, dei pediatri della Fimp e della federazione dei medici di medicina generale.

Lo svolgimento di attività mediche presso le farmacie è vietato, argomenta la Fnomceo (cfr. RIFday di ieri), mentre dalla Fimp ricordano che con la profilassi in farmacia, ad opera di medici non formati e non a conoscenza della storia del singolo assistito, si rischia di snaturare il senso del decreto.

Di tutt’altro parere (oltre, ovviamente, alle sigle della farmacia) la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, per la quale “la possibilità di somministrare i vaccini in farmacia è un’ottima novità e ne potranno beneficiare in particolare le persone che si trovano in aree isolate o disagiate“.