Dl “Ristori”, contributo a farmacie rurali per sviluppo telemedicina

Roma, 17 dicembre – Via libera del Senato al cosiddetto Decreto Ristori, che è stato approvato con 154 voti favorevoli e 122 contrari e ora passa a Montecitorio per  il voto definitivo. Il Governo, a scanso di sorprese, ha posto la questione di fiducia sul provvedimento, arrivato al voto dell’Aula di Palazzo Madama con un unico mega-testo (un subemendamento) che ha accorpato inglobato in tutti e i “decreti ristori”  (quattro in totale) approvati dal Governo negli ultimi mesi.

Tra le numerose disposizioni di interesse per la sanità, vanno segnalati la previsione di spesa di 30 milioni per permettere l’esecuzione di 2 milioni di test antigenici rapidi da parte di Mmg e pediatri di libera scelta e l’adozione di un tetto di spesa massimo per i tamponi rapidi e test sierologici presso le strutture private accreditate. Ma la misura di maggiore interesse per il settore delle farmacie è quella dell’articolo 19-ter.5 (Disposizioni per favorire l’accesso a prestazioni di telemedicina nei piccoli centri): prevede  che alle farmacie che operano nei comuni con meno di 3.000 abitanti venga riconosciuto  “un contributo sotto forma di credito di imposta nella misura del 50%, fino ad un importo massimo di 3.000 euro per ciascun soggetto beneficiario, per l’acquisto e il noleggio per l’anno 2021 di apparecchiature per la telemedicina. Le prestazioni di medicina potranno essere erogate in farmacia previo accordo con l’Asl di riferimento che definirà il tetto massimo di prestazioni annuali”.