Ddl Sanità, in arrivo emendamento per razionalizzazione comitati etici

Roma, 24 maggio – Il ddl Sanità, che contiene anche misure sulla sperimentazione dei farmaci, si avvia ad accogliere anche una norma sulla razionalizzazione dei comitati etici.

Ad anticiparlo è un lancio dell’agenzia  Public Policy, che ha raccolto le dichiarazioni al riguardo del relatore del provvedimento, il presidente della commissione Affari sociali della Camera Mario Marazziti (Des-Cd).

“Il testo dell’emendamento non è ancora maturo” ha spiegato Marazziti a PublicPolicy. “L’idea è quella di ridurre i comitati etici anche se non si tratterà di una riduzione drastica”.

I principi guida dell’emendamento sucui il relatore sta lavorando saranno autorevolezza ed omogeneità sul territorio.

“Dovrà essercene almeno uno per Regione”  anticipa Marazziti “ma non è possibile avere, per esempio, la Lombardia con decine di comitati etici, visto che in quella regione ci sono molti Irccs, e la Calabria senza nemmeno un comitato”.

Sempre a proposito del ddl Sanità, oggi – secondo quanto anticipato dallo stesso Marazziti – la Commissione Affari sociali dovrebbe cominciare le votazioni sul complesso degli emendamenti.

I tempi per l’approvazione in Commissione del ddl dipenderanno però anche da quando arriveranno gli ultimi tre decreti attuativi della legge delega sul terzo settore, licenziati in via preliminare due settimane fa dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento, come si ricorderà, contiene anche due misure di diretto interesse per le farmacie: una, eliminando il divieto dell’articolo 102 del Tuls, permetterà a chi consegue più lauree o diplomi “l’esercizio cumulativo delle corrispondenti professioni o arti sanitarie”, consentendo così agli esercenti le professioni o arti sanitarie “lo svolgimento dell’attività in farmacia, ad eccezione dei professionisti abilitati alla prescrizione di medicinali”. L’altra norma allunga da sei mesi a quattro anni il periodo oltre il quale gli eredi devono cedere la partecipazione a una società di farmacia.

Marazziti ha però spiegato che, vista la complessità dei tre dlgs  – che richiederanno un lungo giro di audizioni  –  e i tempi stretti per l’espressione dei pareri, il ddl Sanità potrà continuare a essere esaminato solo dopo il via libera ai provvedimenti sul terzo settore.