Ddl Lorenzin appeso
al filo delle decisioni
della Capigruppo

Roma, 18 dicembre – Il destino del ddl Lorenzin, che tra le sue misure comprende la riforma degli ordinamenti delle professioni sanitarie, è appeso al filo delle decisioni che saranno assunte dalla prossima riunione della Conferenza dei Capigruppo.

Per il provvedimento, già licenziato dalla Camera, le possibilità (sempre più residuali) di essere definitivamente inserito tre le leggi dello Stato sono legate all’approvazione in Aula del testo così come pervenuto da Montecitorio. Un’ipotesi contro la quale, come più volte riferito dal nostro giornale, si sono  opposte con durezza le tre federazioni professionali di medici, farmacisti e veterinari. Sull’altra sponda, in pressing continuo su partiti e istituzioni (in particolare, il presidente del Senato Pietro Grasso), si schierano invece le altre 22 professioni interessate al provvedimento, con in testa gli infermieri, che reclamano la conversione in legge del provvedimento prima della fine della legislatura, superando l’opposizione di chi punta a lasciare le cose come stanno e a rinviare sine die una legge necessaria e attesa da anni.

Un’opposizione che, secondo le organizzazioni delle professioni sanitarie favorevoli al provvedimento, è in tutta evidenza strumentale, stante il fatto che il ddl è in discussione ormai da anni e alla Camera si sono susseguite audizioni e dibattimenti nel corso dei quali  qualunque istanza avrebbe potuto essere avanzata e qualsiasi problema avrebbe potuto trovare già soluzione.

È opportuno ricordare che il ddl Lorenzin contiene, tra le altre misure, una disposizione normativa di interpretazione autentica – introdotta alla camera da un emendamento a firma della deputata Ap Rosanna Scopelliti) –  che chiarisce, senza lasciare spazio a dubbi, che anche per il concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche dovranno valere i criteri di attribuzione dei punteggi maggiorati per l’attività svolta nelle farmacie rurali.

Sarà la Conferenza dei Capigruppo, fissando il calendario d’Aula dei prossimi giorni (che dovrà in ogni caso dare la priorità al voto sul nuovo regolamento) a decidere se inserire o meno il ddl Lorenzin tra i provvedimenti  da “chiudere” prima che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella proceda allo scioglimento delle Camere, presumibilmente (secondo le previsioni ormai concordi degli addetti ai lavori) il prossimo 27 dicembre.

Sempre in materia di lavori parlamentari, va segnalato che quella che inizia oggi sarà la settimana decisiva per la manovra finanziaria 2018 a Montecitorio, dove le sedute dell’Aula, a partire da domani,  19 dicembre, saranno appunto dedicate al rush finale sulla legge di bilancio.

Che poi dovrà tornare in Senato per la terza, velocissima e definitiva lettura, che dovrà concludersi prima del fatidico 27 dicembre. Ed è anche questo ineludibile passaggio obbligato a far ritenere agli osservatori più realisti che molto difficilmente il ddl Lorenzin potrà trovare spazio nel calendario dei lavori d’Aula di Palazzo Madama.