Ddl Concorrenza, stasera o domani il voto finale alla Camera

Roma, 28 giugno – Battute finali per il ddl Concorrenza a Montecitorio, dove ieri hanno avuto inizio le votazioni sui circa 90 emendamenti  presentati state avviate le votazioni degli emendamenti, con tempi che in ogni caso dovranno restare entro i limiti contingentati previsti: otto ore e 30 minuti per la discussione generale e il seguito della discussione non più di ulteriori 13 ore. Secondo fonti parlamentari il voto finale dovrebbe arrivare giovedì, se non già nella serata di oggi.

Il voto finale della Camera dei Deputati non sancirà comunque l’arrivo in porto del provvedimento,  comunque destinato a tornare all’esame del Senato in quarta lettura, a seguito delle quattro modifiche introdotte al testo dalle Commissioni Finanze e Attività produttive di Montecitorio.

Modifiche che, nonostante le promesse e rassicurazioni di approvare definitivamente la prima legge annuale sul mercato e la concorrenza del Paese entro luglio, non hanno certo contribuito a pacificare gli animi.

Come ampiamente riferito ieri dal nostro giornale, il  presidente della Commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti (Ci), ha chiesto all’Aula di bocciare tutti gli emendamenti, confermando il testo del Senato: “Per quattro norme inutili, si decide di fermare il provvedimento”  ha detto in sintesi il deputato di Civici e innovatori. “Se a luglio avremo chiuso, saremo i primi a festeggiare, ma crediamo che si stia prendendo un rischio inaccettabile. Io per questo spero davvero intanto che questo testo, almeno in Aula, non venga modificato e che non si riaprano altre norme. Se poi il ddl non sarà definitivamente approvato entro l’estate, è evidente che la responsabilità è tutta e solo del Pd”. 

Ma la relatrice Silvia Fregolent, in sede di presentazione del ddl in discussione generale, ha respinto con decisione ogni illazione o sospetto su una presunta intenzione del Pd di affossare il provvedimento:  “Tutti noi non vediamo l’ora che questo provvedimento arrivi alla conclusione” ha detto  la relatrice del Pd “e respingiamo al mittente il fatto che aver provocato quattro modifiche sia un elemento per evitare l’approvazione”.

Resta il fatto che il ddl Concorrenza, fin dalla sua presentazione nel febbraio 2015 considerato un provvedimento di punta del piano di riforme del Governo Renzi, dopo il semaforo verde di stasera o domani a Montecitorio, dovrà tornare a Palazzo Madama. Dove (a sentire Fregolent e il Pd) la quarta lettura riguarderà solo le quattro modifiche apportate dalla Camera e il passaggio sarà dunque brevissimo, garantendo così l’approvazione definitiva del provvedimento entro luglio. Ma nei due anni e mezzo di odissea parlamentare del ddl Concorrenza di previsioni in ordine alla sua approvazione ne sono state fatte tante. Tutte sbagliate, almeno fin qui.