Ddl Concorrenza, l’arrivo in Aula al Senato fissato a inizio agosto

Roma, 5 luglio – Anche se annotarlo rischia di sembrare un eccesso di scrupolosità, non si può non rilevare come sia già saltata la rassicurazione fornita da esponenti del governo e della maggioranza (in particolare il Pd) relativa all’immediata approvazione, entro il mese di luglio, del ddl Concorrenza. L’arrivo in Aula del provvedimento, ai sensi del calendario dei lavori proposto dalla conferenza dei Capigruppo e approvato ieri in Aula, è infatti fissato dal 1° agosto al 3 agosto prossimi. Il differimento è in verità così esiguo da poter essere considerato un dettaglio quasi certamente privo di rilevanza e di cui non fare menzione. Ma siccome non di rado il diavolo si nasconde nei dettagli, segnalarlo potrebbe anche non essere un puntiglio cronachistico del tutto privo di senso.

Il provvedimento (rubricato con il n. 2085-B), è stato in ogni caso assegnato ieri alla 10a Commissione Industria, commercio e turismo, in sede referente, con i pareri delle commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Lavori pubblici e Sanità.

I termini per la presentazione degli emendamenti saranno stabiliti in relazione ai lavori della Commissione di merito. A questo riguardo, è opportuno ricordare che le eventuali proposte correttive sono ammesse soltanto per quelle parti del provvedimento che hanno subito modifiche alla Camera (nei capitoli energia, assicurazioni, telemarketing, società di odontoiatri e bonifica dei terreni utilizzati da distributori dismessi di carburanti).

Le misure che riguardano le farmacie (che il nostro giornale ha sinteticamente ricordato ieri) restano pertanto tali e quali e, laddove il provvedimento dovesse essere approvato definitivamente, entreranno in vigore nella loro attuale formulazione.

Per la discussione del provvedimento in Aula (per la quale vale ovviamente il vincolo di attenersi alle sole parti modificate alla Camera) è stato assegnato un totale di cinque ore nelle cinque sedute di lavoro fissate, escluse le dichiarazioni di voto: due ore saranno a disposizione di relatori, governo e votazioni e le restanti tre ore sono invece riservate agli interventi dei gruppi  (al Pd, con 36 minuti, la fetta più consistente).