Ddl Concorrenza, fissato al 26 giugno l’avvio della discussione in Aula

Roma, 1 giugno – Pur fortemente condizionata dalle “grandi manovre” che vedono da una parte il segretario del Pd Matteo Renzi e gli stati maggiori di M5S e Forza Italia lavorare alacremente per arrivare presto all’approvazione della nuova legge elettorale in previsione di un’anticipazione a settembre-ottobre del voto, e dall’altra un fronte variegato di rappresentanti politici e istituzionali (ma anche dei cosiddetti “poteri forti”) occupati ad alzare barricate affinché la legislatura arrivi invece alla sua naturale scadenza, la vita del Parlamento prosegue.

È di ieri la notizia, lanciata da Radicocor Plus, l’agenzia del gruppo Il Sole 24 Ore, che la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, nella seduta di predisposizione del calendario dei lavori, ha fissato l’avvio della discussione in Aula del ddl Concorrenza (rubricato alla Camera con il numero 3012 B) a partire dal prossimo 26 giugno. Confermato il termine per la presentazione degli emendamenti, che dovranno pervenire alle commissioni riunite  Finanze e Attività produttive entro il 13 giugno.

Radiocor Plus conferma anche la previsione di un ulteriore breve ciclo di audizioni, necessariamente limitate ad alcune materie del provvedimento (tra le quali non sarebbero in ogni caso comprese le misure sulla farmacia).

La notizia, in sè, non sposta una virgola rispetto a quanto riferito ieri dal nostro giornale, ovvero il rischio che l’eventuale fine anticipata della legislatura segni anche la fine di tutte o quasi i provvedimenti di legge ancora in itinere, compreso il 3012 B. Ma, sempre ieri, si sono fatte largo tra i consueti pissi pissi bau bau dei palazzi della politica, le voci dei tentativi che Renzi starebbe conducendo, attraverso i suoi sherpa,  per ricucire i rapporti con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda (nella foto), intensificatisi  – ieri ne ha riferito tra gli altri il quotidiano la Repubblica – dopo il chiaro e largo consenso tributato dall’assemblea di Confidustria all’intervento del titolare del MISE.

Se davvero fosse così, è del tutto evidente che, almeno per il ddl Concorrenza, la sorte potrebbe non essere quella di finire nella fossa comune delle leggi cadute sotto la mannaia della fine anticipata della legislatura. Il provvedimento è infatti uno di quelli che Calenda vuole assolutamente portare a casa, come ha ricordato da ultimo proprio in occasione della assemblea di Confidustria. Ed è lecito pensare che  Renzi, che fin qui – senza mai esporsi in prima persona – ha dato più di un colpo di freno all’iter del provvedimento, possa decidere di cambiare strategia e dare semaforo verde, in nome della normalizzazione dei rapporti con il giovane ministro tecnico.

Si tratta, ovviamente, di ipotesi elaborate sulla base di retroscena giornalistici ma certamente not coming from outer space e, dunque, non campate in aria, o almeno non del tutto. In ogni caso, i tempi ormai stringono: la triplice e atipica alleanza Pd-Forza Italia-M5S ha già indicato la data entro la quale deve essere approvata la nuova legge elettorale (7 luglio), subito dopo la quale dovrebbero essere sciolte le Camere, Mattarella permettendo.   Dunque per il 3012 B la finestra di tempo utile si riduce a una manciata di giorni a partire dall’avvio della discussione in Aula, il prossimo 26 giugno: inevitabile (come peraltro auspica l’ampio fronte di deputati di ogni schieramento capitanato dal presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio Andrea Mazziotti) che sull’eventuale voto del provvedimento il Governo decida di porre la questione di fiducia. Se l’intendimento è questo, non è escluso che qualche segnale possa emergere già nei prossimi giorni.