Ddl Concorrenza, Abrignani (Ala): “È opportuno riaprire il testo”

Roma, 19 giugno – Riaprire la discussione sul testo del ddl Concorrenza nelle commissioni di merito per apportare  “piccole modifiche” al testo, senza che ciò comporti rischi per il suo iter. A chiederlo, sottolineandone l’opportunità, è stato alla fine della scorsa settimana il vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera Ignazio Abrignani, deputato di Ala (nella foto).

Alla vigilia dell’esame di ammissibilità dei 368 emendamenti al testo depositati dai deputati (le Commissioni Finanze e Attività produttive si riuniranno allo scopo domani 20 giugno, alle 10, e nel pomeriggio partiranno i lavori), Abrignani ha espresso il suo pensiero a una testata molto attenta a ogni sommovimento che riguardi il provvedimento, il quotidiano delle fonte di energia La Staffetta.

“Attendiamo che martedì mattina il Governo venga in Commissione per farci capire il suo parere, ma nell’attuale scenario politico il ddl Concorrenza potrebbe riaprirsi” ha  dichiarato alla Staffetta Abrignani.  “Finora non abbiamo avuto un’interlocuzione vera col Governo, ma nel momento in cui dovrà esprimere il proprio parere capiremo qual è l’indirizzo”.

L’esecutivo potrebbe presenziare ai lavori di domani sia con il sottosegretario Antonio Gentile sia con la viceministra dello Sviluppo Teresa Bellanova.

Per Abrignani alcune cose andrebbero cambiate: “Bisognerebbe riaprire il testo su piccole cose da aggiustare e mandarlo al Senato solo su queste e non avere nessun alibi per non andare avanti”.  Abrignani, in considerazione dell’allontanamento della prospettiva di una fine anticipata della legislatura, ha anche voluto sottolineare – a supporto della sua richiesta di ritoccare il testo – che se  “anche se la Camera modificasse il disegno di legge ci sarebbe tutto il tempo per riapprovarlo al Senato”.

Non appare inopportuno ricordare che, in ogni caso, le “piccole modifiche” che Abrignani (e non solo) ritiene necessario apportare non riguardano in alcun modo il capitolo delle farmacie. Per il quale, in ogni caso, non sono ovviamente mancate le proposte correttive, quasi tutte all’insegna dell’eterno ritorno. Sono 25 in tutto e vanno dalla liberalizzazione dei farmaci di fascia C (cavallo di battaglia dei gruppi a sinistra del Pd e di M5S) all’innalzamento delle soglie di fatturato sotto le quali scattano le agevolazioni per le farmacie rurali e quelle a basso giro, passando ovviamente per le proposte di ridurre il tetto regionale per le catene di farmacie.

Proprio quest’ultimo è l’argomento più gettonato, con ben dieci emendamenti, variamente formulati e trasversali: da Forza Italia arrivano tre diverse proposte di scendere dall’attuale tetto del 20%  al 15 o al 10%. Si, Sel e Possibile vanno oltre, ipotizzando di scendere al 5% o addirittura al 3%. La soglia del 5% è proposta anche da M5S, mentre anche per Articolo 1-Mdp il tetto deve essere fissato al 3%. Correttivi che però, come già detto, non faranno parte del novero delle  “piccole modifiche” al testo del ddl Concorrenza auspicate da Abrignani. Se mai ci saranno.