Dark web, in vendita vaccini anti Covid e falsi certificati vaccinazione

Roma, 12 febbraio – Gli stati di emergenza  hanno sempre portato con sé, ovunque e in ogni epoca, comportamenti opportunistici che sono molto spesso degenerati in fenomeni di sciacallaggio, e ci perdonino gli sciacalli veri per l’accostamento. Non fa davvero eccezione la crisi scatenata da Covid, dove la combinazione tra la paura della pandemia, la crisi economica che ne è conseguita e  la confusione scatenata dalla cosiddetta “infodemia”  ha spinto molte persone nelle direzioni oscure dell’economia ombra e quindi dei mercati paralleli per l’acquisto dei prodotti anti-Covid.

Un “cervello in fuga” italiano, Andrea Baronchelli, matematico  della City University of London (nella foto) ha indagato con un team di colleghi il fenomento, realizzando lo studio  Dark Web Marketplaces and COVID-19: before the vaccine”,  pubblicato sulla piattaforma EPJ Data Science. Il lavoro ha monitorato trenta siti del dark web tra il 1° gennaio e il 16 novembre 2020 (poco prima dell’inizio della vaccinazione nel Regno Unito), dove sono stati trovati ben 851.199 inserzioni di vario genere e di queste un totale di 788 annunci erano direttamente collegati a prodotti Covid-19.

“Abbiamo così identificato 788 elenchi collegati a prodotti per il Covid-19, cioè delle pagine tutte su un prodotto collegato al Covid” ha spiegato all’Ansa Baronchelli. Al tempo stesso, il suo gruppo di ricerca  ha monitorato l’evoluzione nel tempo dei vari tipi di prodotti venduti, come dispositivi di protezione, farmaci (idrossiclorochina) e manuali per frodi mediche, e confrontato i flussi delle vendite in relazione all’attenzione del pubblico attraverso i post su Twitter e le visite su Wikipedia.

I dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, sono la categoria più rappresentata. La seconda è quella dei farmaci, con ben 228 annunci dedicati. Un’altra categoria significativamente rappresentata è quella delle guide sugli scams, le truffe online. I Dpi sono risultati essere i prodotti meno costosi con un prezzo medio di 5 dollari. Poi, a salire, medicinali a 33 dollari, guide sulle truffe online a 75 dollari, cartelle cliniche false per 130 dollari, test per 250 dollari, frodi sanitarie per 275 dollari, respiratori a 1.400 dollari.

I ricercatori hanno monitorato l’evoluzione nel tempo delle diverse categorie di prodotti, come ad esempio l’idrossiclorochina (di cui si è molto discusso) e prodotti sanitari contraffatti, confrontando i trend con i cambiamenti dell’attenzione del pubblico, misurata tramite i tweet e le pagine di Wikipedia più visitate. Hanno anche evidenziato quanto alcuni siti del dark web, come Dark Bay/DBay, abbiano ricevuto una sempre maggiore presenza di visite e messaggi legate alla pandemia in corso, proprio nel corso degli ultimi tempi.

Nel nostro dataset, DarkBay è presente in maniera dominante tra i siti che offrono annunci specifici di prodotti Covid” ha spiegato Baronchelli. “Classificandosi tra i primi 100 siti dell’intero dark web, DBay è considerato l’e-Bay del dark web perché offre più categorie di annunci rispetto ad altri. Nell’arco di tempo preso in esame è stato accessibile l’80% del tempo, più del 77% di Empire, il più grande dark web marketplace globale al momento dello studio“.

I ricercatori hanno potuto registrare la velocità con la quale i vari black market rispondevano via via ai segnali dell’economia tradizionale, aumentando o diminuendo la fornitura di beni a seconda della disponibilità sui mercati regolati. Ad esempio, le mascherine sono comparse sul dark web a marzo, quando scarseggiavano ovunque, per poi calare quando si trovavano facilmente nei negozi nei mesi successivi. I dispositivi di protezione sono la categoria più consistente, seguita dai farmaci e le truffe, con l’acquisto di manuali su come fare soldi sfruttando le carenze e le falle di sicurezza.

Già da marzo 2020 comparivano i primi annunci di chi offriva il vaccino anti-Covid, con annunci che puntavano a fomentare le tesi cospirazioniste. “Si diceva infatti  di non farlo sapere troppo in giro”  spiega Baronchelli. “Altri invece dicevano che esisteva già la cura contro questa malattia ma i governi non volevano che si sapesse. Nei messi successivi i toni invece sono cambiati”. Complessivamente i ricercatori hanno trovato 22 pagine di prodotti offerti da 16 venditori diversi.

“La prima offerta di vaccino Pfizer è del 17 novembre e i prezzi vanno da 500 a 1000 dollari, 900 per AstraZeneca” dettaglia il ricercatore. “Mentre per Pfizer si invitano gli acquirenti a contattare direttamente il venditore, per AstraZeneca si offrono consegne in tutto il mondo, anche in stock”.

Dallo scorso gennaio infine sono iniziati a comparire annunci di certificati di avvenuta vaccinazione per 46-66 dollari, soprattutto su mercati che operano in Russia o nell’Europa orientale.

“Questi certificati potrebbero essere appetibili per i no vax o per quanti vorranno fare delle attività per cui è richiesto il certificato vaccinale” commenta Baronchelli. “Indubbiamente, con le campagne di vaccinazione che stanno “procedendo lentamente e in alcuni paesi non sono ancora partite – conclude – il mercato illecito farà gola a molti. Ma ci sono rischi sia per la salute pubblica, perché non si sa cosa si compra, e sia per la fiducia nei vaccini”

“È importante monitorare di continuo il dark web” è la conclusione di Baronchelli “soprattutto in questo momento in cui c’è carenza di vaccini anti-Covid in varie regioni del mondo. I cittadini non informati o vittime di fake news possono essere tentati dagli acquisti sul dark web esponendosi a gravi rischi per la salute. Inoltre, la scarsa disponibilità di prodotti nell’economia tradizionale mina le regolamentazioni contro la speculazione e le aziende che vendono legalmente gli stessi prodotti“.

 

Dark web warketplaces and COVID-19: before the vaccine