Da psicologi e farmacisti i consigli per “gestire” Covid-19 senza panico

WCENTER 0PERADDXKZ - DAVID LAZZARI PRESIDENTE ORDINE PSICOLOGI PERUGIA - MARCO GIUGLIARELLI -

Roma, 10 marzo – La paura può essere un nemico letale, soprattutto quando si trasforma in panico. E si tratta di un rischio che, in’emergenza quale quella che il nostro Paese sta vivendo per il rischio epidemico da Sars CoV 2, va assolutamente contrastata. Un importante contributo in questa direzione arriva dall’Ordine nazionale degli psicologi che, proprio per spiegare come “proteggersi con comportamenti adeguati, con pensieri corretti ed emozioni fondate” da Covid-19,  ha realizzato un nuovo agile e sintetico vademecum (dopo quello più “strtturato” già messo a disposizione delle autorità, del Parlamento, delle Regioni e delle prefetture) che a partire da oggi potrà essere distribuito – grazie alla fondamentale collaborazione delle farmacie e dei farmacisti – ai cittadini italiani.

“È un grande sforzo che sottolinea il nostro impegno in aiuto e supporto alla popolazione” afferma David Lazzari (nella foto), presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, che sottolinea come per evitare psicosi di massa sia fondamentale l’informazione corretta. Il primo nemico da tenere a bada è la cosiddetta “infodemia”, ovvero il sovraccarico di notizie dove quelle incerte e false finiscono non di rado per prevalere su quelle vere, amplificando le paure  ben al di là del pericolo oggettivo.
“Questa è la prima epidemia nell’epoca dei social” spiega Lazzari. “Ebola e Sars sono state ben più gravi, ma non c’è stata tutta questa amplificazione attraverso la rete e i social, strumenti in competizione con i media tradizionali per cui nasce quell’enfatizzazione assolutamente negativa. Con un panico sociale superiore al dato oggettivo“.
Da qui la “scesa in campo” degli psicologi, con un utile strumento che – grazie a un accordo nazionale con la Federazione nazionale dei farmacisti italiani – sarà messo a disposizione degli italiani attraverso le farmacie, con l’obiettivo di aiutare la popolazione ad affrontare anche dal punto di vista psicologico l’emergenza legata all’epidemia di Covid-19.
Il  vademecum (disponibile qui: può essere scaricato ed esposto in farmacia, oltre che riprodotto e consegnato ai pazienti) è in buona sostanza una piccola guida pronta all’uso che illustra i timori più diffusi rispetto al coronavirus, gli atteggiamenti positivi da adottare e quelli negativi che vanno invece evitati per evitare ricondurre alla corretta percezione l’attuale situazione di crisi.
“È giusto avere paura del contagio, ma soltanto finché questo timore ci guida a evitare l’esposizione al pericolo, non quando si traduce in comportamenti irrazionali, sempre controproducenti”  spiega il presidente della Fofi Andrea Mandelli, ringraziando Lazzari e il Consiglio nazionale degli Ordini degli Psicologi per un’inziativa che “dimostra l’efficacia della sinergia delle professioni della salute”.
Anche il presidente della Fofi evidenzia il ruolo cruciale dell’informazione, sottolineando la necessità che tutti facciano riferimento  “alle fonti ufficiali per evitare di diffondere, anche senza volerlo, notizie scorrette. Possiamo superare anche questa emergenza ma dobbiamo agire insieme come collettività ” conclude Mandelli. “In questo senso non cedere al panico è fondamentale tanto quanto rispettare le norme igieniche. I cittadini sappiano di poter contare sempre su di noi e su tutti i professionisti che si occupano della loro salute”.
Nel vademecum, gli psicologi ricordano che la paura è un’emozione potente e utile, selezionata dall’evoluzione della specie umana per permettere di prevenire i pericoli e, quindi, funzionale a evitarli. Per funzionare bene, però la paura deve essere proporzionata ai pericoli, molti dei quali oggi non dipendono dalle nostre esperienze, ma sono mediati dalla pletora di strumenti di informazione oggi disponibili, a loro volta rilanciati dal “frullatore” della rete e delle piattaforme social, che finiscono inevitabilmente per ingigantirli o presentarli in modo distrorto. Il rischio di un’errata percezione del rischio è appunto quello che accompagna il Sars CoV 2, virus fino a oggi sconosciuto e proprio per questo in possesso della caratteristica perfetta per generare più ansie e paure.
L’iniziativa va ad arricchire il panorama dell’ormai consolidata collaborazione tra farmacisti e psicologi, che – spiega la Fofi – si inquadra nella cornice della farmacia dei servizi e, nel caso di specie, si traduce in  “un utile strumento per la gestione dell’emergenza sotto il profilo psicologico” messo a disposizione dei cittadini in farmacia.
Nel vademecum vengono riportate cinque indicazioni anti-panico: attenersi al pericolo oggettivo; non confondere una causa unica con un danno collaterale; farsi prendere dal contagio collettivo del panico ci porta a ignorare i dati oggettivi e la nostra capacità di giudizio può affievolirsi; mantenere un equilibrio tra sentimento di paura e rischio oggettivo; una ricerca ossessiva dell’invulnerabilità è controproducente perché ci rende eccessivamente paurosi.
Tre invece  le “buone pratiche” raccomandate per affrontare il coronavirus: evitare la ricerca compulsiva di informazioni, usare e diffondere fonti informative affidabili;  capire che è un fenomeno collettivo e non personale; agire collettivamente per un fenomeno collettivo.