Covid, tamponi rapidi da Mmg e pediatri, firmato l’accordo

Roma, 29 ottobre – Chiuso, al termine di laboriose trattative che hanno portato a una firma in due tempi, l’accordo che permetterà di effettuare tamponi rapidi ed ecografie dal medico di famiglia e dai pediatri di libera scelta,  novità che (nelle intenzioni dei suoi principali promotori, guidati dal ministro della Salute Roberto Speranza) dovrebbe andare incontro ai cittadini: considerando un test antigenico al giorno per ogni medico di base, infatti, saranno 50 mila in più quotidianamente nel Paese.

L’accordo è stato siglato tra la sera del 27 ottobre e ieri mattina tra i sindacati dei medici di famiglia e la parte pubblica (rappresentata dalla Sisac). Su quattro sigle sindacali coinvolti nella trattativa, il testo è stato firmato da due (Fimmg e Intesa sindacale) che valgono, però, più del 70% in termini di rappresentatività. Dunque, come ricorda un lancio di Adn Kronos, l’accordo è valido per tutti e l’adesione alle prestazioni richieste è obbligatoria, seppure i medici possono delegare l’esecuzione del test a un’altra struttura o un altro collega che appartiene alla stessa forma associativa.

L’intesa voluta per far fronte alla “grave situazione emergenziale che il Paese sta affrontando e lo scenario epidemico che si prospetta per il periodo autunno-invernale”, vuole “assicurare che la risposta dell’assistenza territoriale sia realizzata in tutte le sue potenzialità per contribuire a mantenere sotto controllo la trasmissione del virus”.

Con un investimento che, a conti fatti, arriva a 265 milioni di euro: 235 milioni già stanziati, anche se per il momento non ancora utilizzati, nell’ultima legge di Bilancio per le apparecchiature diagnostiche e 30 milioni che, come si indica anche nell’accordo, dovranno essere stanziati in un prossimo provvedimento che sarà, con tutta probabilità, il decreto ‘Ristori’.

Al via libera definitivo dell’accordo mancano alcuni passaggi, che però si prevedono agevoli. Il testo dovrà infatti ripassare al vaglio del Comitato di settore Regioni.Sanità, della Corte dei conti e, infine, in Stato-Regioni per l’ok definitivo.

Snami e Smi  hanno mantenuto le loro posizioni, su tutte quella di rendere l’esecuzione dei tamponi su base volontaria, e hanno deciso di non sottoscrivere l’accordo, che prevede una remunerazione per i medici di famiglia  di 12 euro se il tampone rapido antigenico viene effettuato al di fuori dallo studio (ad esempio nelle Case della Salute, in locali predisposti dalle Asl, nei tendoni della Protezione civile e altre strutture pubbliche adeguatamente attrezzate), fee che sale a 18 euro se il test viene effettuato nello studio del medico. E qui si concentrano la gran parte delle polemiche e delle perplessità che hanno spaccato il fronte dei medici, atteso che i singoli studi medici – come rilevato ad esempio da Fp Cgil – “non hanno le caratteristiche opportune per far restare separati gli assistiti non-Covid dai sospetti contagiati“. L’accordo prevede anche, in ogni caso, che i test si possano effettuare a domicilio del paziente.
Potranno inoltre essere coinvolti nell’effettuazione dei tamponi anche i medici di continuità assistenziale, i medici di medicina dei servizi, i medici dell’emergenza sanitaria territoriale nonché quelli operanti in altre strutture organizzative dell’assistenza territoriale quali, ad esempio, le Usca.

Oltre che di tamponi, l’accordo di occupa anche di sviluppare i servizi di diagnostica di primo livello da parte dei Mmg previsti dalla scorsa Legge di bilancio, con la quale come si ricorderà vennero  stanziati 235 milioni per dotare Mmg e pediatri di libera scelta delle apparecchiature e kit di diagnosi necessari per “potenziare la sanità del territorio”, come poi definito da un decreto firmato dal ministro Speranza il 28 gennaio di quest’anno.

Il mandato di procedere all’acquisto delle apparecchiature (ad esempio Ecg, holter, spirometro, dermoscan, servizi di tele-care e tele-Health e telemonitoraggio, teledermatologia, retinografia, polisonnografia) è stato affidato al commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri. Saranno poi le Regioni a distribuirle a Mmg e pediatri di libera scelta, anche attraverso accordi regionali. Con ogni probabilità, sarà previsto l’utilizzo prioritario delle strumentazioni diagnostiche presso Case della salute e/o sedi delle forme associative dei medici convenzionati, nelle quali l’accesso dei pazienti risulta più agevole e in maggiore sicurezza.