Covid, nono lutto per la categoria, muore titolare in Brianza

Roma, 17 aprile – Fernando Marcantonio (nella foto), 64 anni, farmacista titolare a Mariano Comense, è morto qualche ora prima che Papa Francesco, prima della celebrazione eucaristica a Santa Chiara, ricordasse la categoria dei farmacisti, parlandone come professionisti che “lavorano tanto per aiutare gli ammalati a uscire dalla malattia” e chiedendo di “pregare per loro” (cfr. ultim’ora di ieri mattina del nostro giornale).

Fernando era appunto uno di loro, uno di quelli che “lavorano tanto per aiutare gli ammalati” e che lavorando per loro si è appunto ammalato, rimanendo contagiato dal virus di Coovid-19, contro il quale ha lottato strenuamente, dando anche la sensazione di riuscire a sconfiggerlo, ma contro il quale alla fine ha purtroppo finito per soccombere.

“È il nono collega che ci ha lasciati perché colpito dal SARS-CoV-v2 durante l’attività professionale” scrive in una nota il presidente della federazione professionale Andrea Mandelli, esprimendo le più sentite condoglianze del Comitato centrale della Fofi e di tutti i farmacisti italiani.

A ricordarlo con parole commosse, subito sopo la sua scomparsa, è stato il fratello Attilio, presidente di Federfarma Como e vicepresidente di Federfarma Lombardia:  “Al dolore si aggiunge la lontananza e l’impossibilità di celebrare l’ultimo saluto. Ci aggrappiamo al suo ricordo e alla stima e all’affetto delle tante persone che lo hanno conosciuto e lo ricordano”. Che sono tante, davvero tante, perché nella sua città brianzola Fernando era un conosciutissimo punto di riferimento per l’intera collettività, per le sue doti umane e per la sua dedizione a un servizio professionale speso sempre in prima fila, per gli altri.

Lascia la moglie Laura, farmacista anche lei, e il figlio Federico, a sua volta prossimo alla laurea in farmacia. A loro, ad Attilio e a tutti i familiari e le persone più vicine, vanno le condoglianze e i più sinceri sentimenti di vicinanza del Consiglio direttivo dell’Ordine di Roma e di tutti i farmacisti romani, accompagnati a un pensiero di Sant’Agostino: “Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono ovunque noi siamo”.