Covid, numeri in calo ma l’emergenza resta, proroga per il lockdown

Roma, 31 marzo –  Ancora un dato positivo (sia pure nel quadro di una situazione che è e resta drammatica) sull’andamento dell’emergenza epidemiologica in corso in Italia:  i nuovi positivim secondo le cifre fornite nel corso della conferenza stampa quotidiana della Protezione civile, sono stati 1.648, meno della metà di quelli rilevati il giorno precedente (quando erano stati  che erano stati 3.815).  812 le vittime, dato ancora pesante e in lieve aumento rispetto a quello (756) del giorno precedente. I decessi totali, dall’inizio dell’epidemia di Covid-19, salgono così a 11.591. Il numero dei contagiati ha superato le 74mila unità, dei quali 3.981 ricoverati in terapia intensiva e  27.795 nei reparti di degenza. I guariti sono stati 1590, il dato più alto, in una sola giornata, dall’inizio dell’emergenza. I casi totali dall’inizio dell’emergenza hanno superato la quota psicologica dei 100mila, attestandosi a 101.739.

“Stiamo assistendo a dati che, con la sola eccezione dei pazienti deceduti per i quali abbiamo detto che abbiamo bisogno di un intervallo più lungo, vanno nella stessa direzione presa negli ultimi giorni. Continua il calo del numero dei soggetti positivi e quello di coloro che sono ricoverati in terapia intensiva non è più così marcato come a inizio settimana” ha affermato nel corso della conferenza stampa di ieri pomeriggio  Franco Locatelli  (nella foto),  presidente del Consiglio superiore di sanità (Css). Anche in Lombardia, “nelle aree di Lodi e Bergamo, si è ridotto il numero di soccorsi richiesti per i casi gravi”, arrivando alla metà rispetto ai dati di inizio marzo.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi Regione per Regione continuano a vedere una netta prevalenza della L0mbardia (25.006), seguita da  Emilia-Romagna (10.766), Piemonte (7.655), Veneto (7.564),  Toscana (4-050), Marche (3.251), Lazio (2.497),  Liguria (2.383) , Campania (1.739), Puglia (1.585), Sicilia (1.408), Provincia autonoma di Trento (1.357), Abruzzo (1.169), Friuli Venezia Giulia (1.109),  Provincia autonoma di Bolzano (1.098),  Umbria (834),  Sardegna (622),  Calabria 602), Valle d’Aosta (518),   Basilicata (208) e Molise  (107).

Numeri che confermano (ed è il dato confortante) il rallentamento della diffusione dell’epidemia, a dimostrazione che le radicali misure di contrasto sul piano sociale adottate dal governo stanno funzionando. Ma che dimostrano anche come la strada per uscire dall’emergenza sia ancora molto, molto lunga. Tanto da indurre il ministro della Salute Roberto Speranza ad anticipare alla stampa una misura che, con ogni probabilità, il Consiglio dei ministri varerà nelle prossime ore, ovvero la proroga delle misure di contenimento che scadranno il 3 aprile.

“Nella riunione del Comitato tecnico scientifico svoltasi stamattina (ieri mattina per chi legge, NdR)  è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua” ha infatti affermato il titolare della Salute, preannunciando appunto che  “il governo si muoverà in questa direzione”.