Covid-19, Gizzi: “Le farmacie comunali vogliono restare aperte”

Roma, 12 marzo – “Dal momento che siamo parte del Servizio sanitario nazionale, non chiuderemo mai. Non lo fanno gli ospedali e i medici di medicina generale. Quindi non lo faranno nemmeno le farmacie comunali, fatte salve situazioni particolari o eccezionali”.

Così Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm (nella foto), ha chiarito ieri la posizione delle farmacie comunali italiane, di fronte all’eventualità che le ulteriori misure del Governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus potessero portare, anche in risposta a molte sollecitazioni pervenute dallo stesso mondo della farmacia, all’obbligo di garantire il servizio farmaceutico con modalità ristrette.

“Il fatto di essere stati citati dai Governatori delle Regioni tra i servizi essenziali che dovranno assolutamente rimanere aperti in caso di blocco totale delle attività, ci gratifica e ripaga del grande impegno profuso in questi anni nel posizionare le farmacie come servizio sanitario pubblico massimamente vicino ai quotidiani bisogni della popolazione italiana”  afferma Gizzi in un comunicato stampa. “Da anni sosteniamo che la farmacia non è un negozio del farmaco-prodotto, ma un presidio pubblico che tutela il diritto alla salute dei cittadini. La drammatica situazione di questi giorni è la più grande occasione che abbiamo per confermare e dimostrare tutto ciò”.

Niente chiusure, dunque, nè ricorsi a modalità di esercizio “ristrette” come il servizio a battenti chiuse. Ma l’impegno a rimanere aperti, al servizio dei cittadini, passa ovviamente per l’ottenimento delle garanzie a operare in condizioni di sicurezza: “Nei giorni scorsi Assofarm ha scritto al Presidente del Consiglio chiedendo che i farmacisti territoriali fossero dotati di strumenti atti a tutelare la loro salute durante l’attività a contatto col pubblico” scrive al riguardo Gizzi,  “I nostri professionisti assistono tutti i giorni centinaia di persone e quindi sono esposti ad alti rischi di contagio. A fronte di ciò hanno diritto a tutele straordinarie. Chiediamo mascherine, guanti e quant’altro possa tutelare la loro salute. Peraltro, se i farmacisti si ammalassero, le farmacie sarebbero costrette a chiudere e la non fungibile attività di dispensazione dei farmaci verrebbe interrotta. Noi vogliamo rimanere aperti e aiutare il Paese” conclude il presidente di Assofarm “confidando nella volontà che le istituzioni preposte ci consentano di lavorare in piena sicurezza”.