Covid-19, contagi totali ormai a quota 70mila, ieri 743 nuovi decessi

Roma, 25 marzo – Il cauto ottimismo degli ultimi due giorni rispetto all’evoluzione dell’epidemia italiana di Covid-19 è stato in parte raffreddato dai dati diffusi ieri  dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli nel quotidiano incontro con la stampa. Nelle ultime ventiquattr’ore sono stati ufficializzati 5249 nuovi tamponi positivi (dato che porta il totale dei contagi a 69176), in aumento dunque rispetto ai 4789 nuovi contagi registrati il giorno precedente. È purtroppo tornato a crescere anche il numero dei decessi, che sono stati 743.

Queste le cifre rese note ieri:  i casi di contagio sono saliti a 69.176 (+5.249 rispetto al giorno precedente), tra cui 8.326 persone guarite (+894) e 6.820 deceduti (+743). I positivi sono attualmente 54.030 (+3.612, in calo rispetto ai +3.780 del giorno prima). Complessivamente sono stati effettuati 296.964 tamponi, più dei due terzi dei quali in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto.
La diffusione regionale delle persone tuttora positive (esclusi i deceduti e i guariti) vede in testa ancora la Lombardia con 19.868 malati  (+958 rispetto al giorno precedente),  seguita da Emilia Romagna (7.711, +491),  Veneto (5.351, +365),  Piemonte (5.124, +595),  Toscana (2.519, +218) e Marche (2.497, +139).  Rilevanti anche i numeri di Liguria (1.692, +139),  Lazio (1.545, +131),  Campania (992,  +63), provincia di Trento (975, +61), Puglia (940, +78),  Friuli Venezia Giulia (848, +77),  Sicilia (799, +118), provincia di Bolzano (699, +11),  Umbria (624, +68),  Abruzzo (622, +17). Si mantengono ancora sotto i 500 casi Sardegna (395, +52),  Valle d’Aosta (379, +0), Calabria (304, +24), Basilicata (91, +2) e Molise (55, +5). Le persone attualmente positive sono 54.030, delle quali  21.937 (+1.245)  ricoverate con sintomi , 3.396 (+192) in terapia intensiva e 28.697 (+2.175)  in isolamento domiciliare.

Le vittime sono 4.178  in Lombardia (+402), 985 in Emilia Romagna (+93), 374 in Piemonte (+59), 231 nelle Marche (+29), 231 in Liguria (+19), 216 in Veneto (+24), 129 in Toscana (+20), 80 nel Lazio (+17), 64 in Friuli Venezia Giulia (+10), 56 nella provincia autonoma di Trento (+15), 56 in Campania (+7), 46 in Abruzzo (+8),  44 in Puglia (+7), 38 nella provincia di Bolzano (+9), 20 in Sicilia (+7), 19 in Umbria (+3), 19 in Valle d’Aosta (+7), 15 in Sardegna (+4), 10 in Calabria (+3), 8 in Molise (+1) e  una in Basilicata (+0).

Alla conferenza stampa di ieri è intervenuto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli (nella foto), che in questa fase dell’epidemia ha voluto richiamareo l’importanza della responsabilità individuale, che deve però diventare anche  responsabilità familiare. “Siamo arrivati al massimo delle misure di prevenzione del contagio in termini di attività sociali e lavorative” ha detto infatti Locatelli. “È importante adesso sottolineare un altro aspetto rilevante che inerisce al contagio interfamiliare: l’altro grande motore su cui può andare a innestarsi la diffusione epidemiologica del coronavirus. È quindi fondamentale quanto piu possibile nell’ambito dei contesti familiari implementare le misure stringenti di contenimento dei soggetti che sono risultati positivi”.

Il presidente del Css ha anche fatto un cenno  alle sperimentazioni di terapie in funzione anti-Covid-19. “La Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa sta continuando a valutare con assoluta solerzia tutte le proposte di possibili farmaci che arrivano e quanto è stato identificato” ha affermato al riguardo Locatelli.  “Abbiamo raggiunto delle tempistiche inimmaginabili se non si fosse identificato un percorso ad hoc. Avere un coordinamento nazionale è un punto di forza e non come qualcuno ha detto un freno”.