Cottarelli, già oggi la lista di un “governo snello e neutrale”

Roma, 29 maggio – Carlo Cottarelli (nella foto) ha ricevuto l’incarico di formare il governo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Si tratterà di un governo snello, con pochi ministri (non più di 10-12), che sarà presentato al Quirinale in tempi strettissimi, probabilmente già entro oggi, senza preventive consultazioni. Chiari il mandato e l’orizzonte: traghettare il Paese da qui alle prossime elezioni, che si terranno presumibilmente entro la

“Il presidente mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese a nuove elezioni. Ho accettato l’incarico di formare un governo come mi ha chiesto il presidente della Repubblica. Sono molto onorato come italiano di questo incarico e naturalmente ce la metterò tutta” ha affermato Cottarelli. “In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo compito è quello dell’ordinaria amministrazione per le elezioni dopo il mese di agosto”.

“Negli ultimi giorni sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari” ha aggiunto Cottarelli, che ha accettato l’incarico di formare il governo con la consueta formula della riserva. “Lo spread è aumentato, tuttavia l’economia italiana è in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo. Un governo da me guidato assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici”.

“Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento del ruolo essenziale dell’Italia” ha detto ancora il premier incaricato, che ha anche confermato la “continua partecipazione all’area dell’euro”. 

Cottarelli ha quindi assicurato “tempi molto stretti” per la presentazione della lista dei ministri al presidente della Repubblica, che con ogni probabilità avverrà già oggi. Poi, dopo il giuramento e il tradizionale passaggio della campanella con Paolo Gentiloni, il nuovo premier potrebbe andare subito in Senato a chiedere la fiducia, anche se c’è chi non esclude il voto la prossima settimana.

Resta il fatto che (stante la scontata opposizione di Lega, M5S e Fratelli d’Italia e quella annunciata di Forza Italia) i voti contrari all’esecutivo del professore a Palazzo Madama sarebbero già 246, ben 85 in più della maggioranza assoluta di 161. Il pressoché scontato voto di sfiducia del Senato, con ogni probabilità, indurrà Cottarelli a presentarsi al Quirinale per rassegnare le dimissioni, senza passare dalla Camera. In questo caso, resterebbe dimissionario in carica per gli affari correnti fino alle elezioni, che potrebbero essere indette già nel prossimo mese di settembre o, al più, a inizio ottobre.

Sulla stampa, girano intanto  le anticipazioni sui nomi di chi farà parte del nuovo esecutivo di transizione, tutte personalità “neutrali”, con l’impegno di non candidarsi alle prossime elezioni.

La “gestione prudente” dei conti pubblici e la necessità di rassicurare i mercati, primo punto dell’agenda di Cottarelli, potrebbe indurlo a tenere per sé l’interim dell’Economia. In caso contrario, restano forti le chance di Salvatore Rossi, direttore generale di Banca d’Italia (in lizza, ma meno quotato ci sarebbe anche l’ex rettore della Bocconi Guido Tabellini).

Tra i papabili per i dicasteri economici, secondo un lancio Ansa,  si fa il nome anche di Lucrezia Reichlin, docente di Economia alla London Business School, e di Enrico Giovannini. C’è anche chi fa il nome dell’attuale presidente dell’Inps, Tito Boeri.
Agli Esteri sarebbe in “pole” Elisabetta Belloni, la prima donna a ricoprire il delicato ruolo di segretario generale della Farnesina. In alternativa, si cita Pasquale Terracciano, ora ambasciatore a Mosca.

Molto quotato per le Infrastrutture è Raffaele Cantone, che però sarebbe intenzionato a portare a termine il suo incarico all’Autorità anticorruzione. Per il ministero dell’Interno si parla di Giampiero Massolo, ex segretario generale alla Farnesina, ai vertici dei Servizi e oggi presidente di Fincantieri, già dato  in lizza per lo stesso ruolo nel governo di coalizione M5S-Lega. L’altro nome quotato è l’ex commissario di Roma Francesco Paolo Tronca.

Dal Consiglio di Stato potrebbe arrivare al governo, magari alla Giustizia, Alessandro Pajno. Tra i giuristi si fa il nome anche di Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, di Paola Severino, già Guardasigilli del governo Monti e rettore della Luiss e di Marta Cartabia, vicepresidente della Consulta.
Infine, Enzo Moavero Milanesi, anch’egli già apparso nella rosa dei nomi possibili per l’esecutivo M5S-Lega, potrebbe tornare ad assumere le deleghe agli affari europei.