Cossolo: Parafarmacie, un emendamento non può risolvere il problema

Roma, 12 settembre – Anche Mario Marazziti, presidente della Commissione Affari sociali della Camera, intervistato venerdì scorso da Sanità24 sui “destini” del ddl Lorenzin, di cui è relatore, ha detto la sua a proposito dell’ormai famoso e per molti famigerato emendamento Fregolent che si propone di risolvere “l’anomalia parafarmacie” attraverso un percorso di riassorbimento ancora tutto da definire.

“Sto lavorando per un’intesa che provi a sciogliere la confusione degli ultimi dieci anni” ha dichiarato Marazziti a Sanità24, chiarendo che o sul punto si troverà un accordo tra le rappresentanze di farmacie e parafarmacie  oppure, almeno in quest’occasione, non se ne farà nulla “e il testo resta così com’è”.

“Va superata la concorrenza tra le due attività attraverso la separazione dei due mondi, senza cannibalizzazioni e dando un futuro certo ai farmacisti che lavorano nelle parafarmacie, con una nuova collocazione” ha affermato ancora Marazziti, precisando che ciò implica una riscrittura della geografia delle farmacie italiane “e non è una cosa semplice. Sui punti di fondo le due organizzazioni mi hanno dato un assenso. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli”.

Alle considerazioni di Marazziti risponde oggi, con un’intervista sull’house organ Federfarma Filodiretto, il presidente del sindacato Marco Cossolo (nella foto), che – a proposito della proposta di soluzione avanzata da Fregolent con il suo emendamento al ddl Lorenzin – sceglie senza alcuna esitazione l’opzione, evocata dallo stesso Marazziti, di lasciare il testo del provvedimento così com’è.

Federfarma non mancherà di presentare le sue proposte per superare la decennale esperienza delle parafarmacie (definita fallimentare, “una singolarità, senza paralleli nel resto del mondo civile”),  “ma non è pensabile che un provvedimento articolato come quello che dovrà mettere in un cassetto la lenzuolata del 2006 possa essere liofilizzato in un emendamento al ddl Lorenzin sulle professioni sanitarie”.
Cossolo ricorda che il superamento dell’eredità lasciata dalle scelte del 2006 dell’allora ministro Bersani era nel programma elettorale che ha portato ai vertici del sindacato l’attuale gruppo dirigente e che dunque, sul punto, Federfarma assicura tutta la sua disponibilità al confronto alla politica, a cominciare dal presidente Marazziti, incontrato da Cossolo la scorsa settimana.

“Concordo con lui” spiega il presidente dei titolari “nel confronto che stiamo portando avanti sono i dettagli che fanno la differenza”.
E i dettagli non possono davvero trovare spazio in un semplice emendamento, che alla fine, stante il tema trattato, dovrebbe avere la struttura e lunghezza di un articolato vero e proprio. “Per noi serve un disegno di legge ad hoc” afferma con decisione Cossolo “nel quale dovranno trovare collocazione anche diverse misure collaterali al provvedimento in sé”.
Su quali debbano essere i contenuti del provvedimento, il presidente del sindacato rimane abbottonato: “Ci stiamo lavorando, ovviamente non parlo. Però Federfarma ha già detto con chiarezza alla politica quali sono le condizioni non trattabili: no a ulteriori abbassamenti del quorum, perché con le aperture del concorso straordinario in diverse zone del Paese siamo già sotto i tremila abitanti per farmacia, e abolizione della presenza obbligatoria del farmacista nel punto vendita. Per mettere la parola fine all’esperienza delle parafarmacie non basta la chiusura dei codici univoci, va rimossa l’incongruenza del farmacista senza la farmacia“.
Cossolo anticipa che è già pronta una bozza di documento, predisposta dal costituzionalista Massimo Luciani, consulente legale della Federfarma. “Una volta consolidata” spiega il presidente dei titolari “verrà presentata alla politica per verificare se può essere il punto di partenza per un confronto. Ogni eventuale ipotesi d’intesa, in ogni caso, dovrà affrontare l’iter previsto dal nostro statuto”.