Convenzione medica, la Fimmg avvia le procedure per lo stato di agitazione

Roma, 25 luglio – Il Consiglio nazionale della Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale, in relazione al rinnovo della convenzione medica con il Ssn, ha dato mandato al segretario nazionale Silvestro Scotti e all’esecutivo di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di agitazione della categoria e di predisporre le necessarie modalità di lotta sindacale, compreso lo sciopero generale.

Il Consiglio nazionale, riunitosi sabato scorso a Roma, valuta “negativamente il ritardo sull’aggiornamento dell’atto di indirizzo”, necessario per l’avvio del tavolo di trattative con la Sisac. L’organo collegiale del sindacato ritiene “che il mancato rinnovo della Convenzione impedisca di fatto l’attivazione di idonei strumenti per la gestione delle patologie croniche che interessano circa il 40% dei cittadini italiani” e che “la carenza di medici di medicina generale, derivante dalla gobba pensionistica e da un numero insufficiente di posti messi a bando per la formazione specifica in medicina generale, non potrà trovare una esaustiva soluzione senza un serio rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale”.

Il Consiglio nazionale della federazione dei medici famiglia considera “indispensabile per la categoria giungere nel breve tempo a un rinnovo contrattuale che consenta ai medici della Fimmg e non solo (medici di famiglia, di continuità assistenziale, di emergenza sanitaria, di medicina dei servizi, di medicina penitenziaria, dei medici Inps) di ottenere l’adeguamento delle competenze economiche stanziate nell’ultima legge finanziaria anche come conseguenza della sentenza della Corte Costituzionale n.178/2015 che ha definitivamente sbloccato il rinnovo contrattuale, oltre che normativo economico”.

Ritiene inoltre “inaccettabile che la politica parlamentare non affronti il problema del rifinanziamento del Fsn in vista della prossima legge di stabilità”. Per questo ritiene indispensabile avviare una mobilitazione generale della categoria per il rinnovo dell’Acn, il rifinanziamento del Fsn e una seria politica di sostegno al ricambio generazionale per garantire ai cittadini italiani un Ssn equo, universale e solidale.

Verificheremo nei prossimi giorni quale è la reale volontà delle istituzioni per poi assumere le decisioni conseguenti sulla dichiarazione dello stato di agitazione e le altre forme di lotta sindacale”  sottolinea il segretario nazionale Scotti. “C’è in programma in settimana un incontro con il ministro della Salute e uno con le Regioni, quest’ultimo annunciato ma non ancora convocato”.