Convenzione, aperto il tavolo Sisac, la trattativa entra nel vivo

Roma, 7 settembre – Si è tenuto ieri a Roma il primo, atteso incontro tra Sisac, Federfarma e Assofarm per avviare le trattative per il rinnovo della convenzione nazionale tra farmacie e Ssn, ferma all’ultimo rinnovo del 1998, ovvero vent’anni fa, un’epoca in cui la riforma del Titolo V della Costituzione doveva ancora arrivare, la farmacia era l’unico soggetto deputato

all’erogazione dei farmaci sul territorio e non esistevano né la Conferenza delle Regioni né tantomeno il Comitato di settore Sanità.

Il contenuto della seduta, come era stato annunciato, è stato di natura prevalentemente logistico-organizzativa, atteso che a fissare il “campo di gioco”, sotto il profilo dei contenuti, è stato l’atto di indirizzo licenziato a marzo (cfr. RIFday del 9 marzo) e poi trasmesso dal Comitato di settore Sanità della conferenza delle Regioni  alla Sisac nel successivo mese di luglio, per la sua “traduzione” nella piattaforma negoziale, sulla quale la struttura interregionale coordinata da Vincenzo Pomo (nella foto) che gestisce i rinnovi contrattuali del personale sanitario convenzionato e i sindacati maggiormente rappresentativi delle farmacie pubbliche e private hanno appena avviato il confronto.

L’incontro di ieri è stato speso quasi esclusivamente per fissare le regole che guideranno la negoziazione e per definire la composizione delle delegazioni delle farmacie ammesse al tavolo, che saranno appunto quelle di Federfarma (che rappresenta l’87% per cento delle farmacie aperte al pubblico del Paese) e di Assofarm (7%), che siederanno al tavolo Sisac con un numero pari di delegati (saranno sei), anche se Pomo ha voluto sottolineare l’oggettiva maggior peso rappresentativo del sindacato delle farmacie private.

Un “distinguo” non fine a se stesso, ma anch’esso in qualche modo finalizzato a regolare la trattativa, per significare che qualora dovessero sorgere punti di vista e posizioni differenti tra i due sindacati durante le negoziazioni, la Sisac non potrà che dare la priorità a quelli di Federfarma.
La base del confronto sarà il testo del già ricordato atto di indirizzo, al quale la Sisac non ha apportato integrazioni: Federfarma e Assofarm, al riguardo,  potranno presentare i loro documenti con le osservazioni, richieste e proposte già in occasione del prossimo incontro, già fissato per il 10 ottobre prossimo.

Sostanzialmente positivi i commenti al termine della seduta, svoltasi in un clima che le delegazioni (per Federfarma erano presenti tra gli altri il presidente Marco Cossolo, la presidente Sunifar Silvia Pagliacci e il segretario Osvaldo Moltedo; per Assofarm, il presidente Venanzio Gizzi, il segretario Francesco Schito e il membro della giunta esecutiva Egidio Campari) hanno unanimemente definito positivo.

A nessuno, però, sono sfuggiti i riferimenti di Pomo alla necessità di rinnovare l’accordo convenzionale nel rispetto di una sostanziale invarianza dei costi. Un paletto sul quale il segretario di Federfarma Moltedo ha evidentemente qualcosa da ridire: “Ci aspettiamo un contratto che metta sul piatto risorse aggiuntive per le farmacie” dichiara infatti alla newsletter del sindacato titolari Filodiretto. “Sono passati quasi vent’anni dalla convenzione precedente, se le Regioni pensano di rinnovarla a costo zero prendono un granchio“.
Gizzi preferisce, per ora, concentrarsi sugli aspetti positivi: “I lavori sono cominciati in un clima improntato alla collaborazione” spiega il presidente di Assofarm “e ciò è di buon auspicio per il prosieguo del confronto, che entrerà nel vivo dei temi: dai rapporti con le Asl alla necessità di mettere ordine nella Dpc a livello nazionale, dall’assistenza integrativa ai servizi e così via”.

Gizzi, però, annuncia anche che da qui al prossimo incontro del 10 ottobre prossimo sarà opportuno registrare e accordare le posizioni tra le delegazioni sindacali, per iniziare a definire una base di partenza comune sui principali argomenti da affrontare e presentarsi davanti all’interlocutore pubblico con una sostanziale unità d’intenti. “Già la prossima settimana Assofarm e Federfarma si incontreranno a questo scopo” spiega Gizzi “e anche in questo caso  il clima è improntato alla massima collaborazione: un altro ottimo auspicio”.