Conte: “Restrizioni fino al 13 aprile, poi altre due fasi fino alla normalità”

Roma, 2 aprile – Numeri ancora altalenanti, quelli dell’epidemia di Covid-19 che sta martoriando il Paese: quelli forniti ieri nel consueto bollettino della Protezione civile parlano di   110.574 le persone finora contagiate dal coronavirus, con  2.937 positivi in più (contro i 2.107 del giorno prima). Le persone  attualmente positive al Sars-CoV-2 sono 80.572,  dei quali  28.403 ricoverati con sintomi,  4.035 in terapia intensiva e 48.134 si trovano in isolamento domiciliare. Il totale dei deceduti (con i 727 di ieri) è arrivato a 13,155, contro 16.847 guariti (ieri 1.109).

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 25.765 in Lombardia, 11.489 in Emilia-Romagna, 8.224 in Veneto, 8.470 in Piemonte, 4.432 in Toscana, 3.456 nelle Marche, 2.645 in Liguria, 2.758 nel Lazio, 1.976 in Campania, 1.483 nella Provincia autonoma di Trento, 1.756 in Puglia, 1.206 in Friuli Venezia Giulia, 1.544 in Sicilia, 1.211 in Abruzzo, 1.112 nella Provincia autonoma di Bolzano, 864 in Umbria, 675 in Sardegna, 610 in Calabria, 540 in Valle d’Aosta, 225 in Basilicata e 131 in Molise.

Nel sito del ministero della Salute, al solito, sono disponibili le tabelle con la situazione in Italia al 1° aprile e la ripartizione per province alla stessa data.

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, continua comunque a sottolineare gli elementi positivi che emergono dalle cifre, come il numero dei nuovi decessi  ancora in calo, così  quelli dei nuovi ricoverati. Ma che la situazione rimanga estremamente critica è comprovato dalla proroga del lockdown decisa dal governo, che ha prolungato le severe misure restrittive attualmente in vigore sulle attività economiche e sociali e sugli spostamenti individuali fino al prossimo 13 aprile.

“Non solo non dobbiamo abbassare la guardia” ha detto al riguardo il ministro della Salute Roberto Speranza“ma per un periodo non breve occorrerà gestire la transizione, graduando le misure e conservando le pratiche adottate per evitare nuovi focolai: è l’unica strada realistica e praticabile per riaccendere i motori dell’economia e riconquistare libertà e socialità. L’Italia dovrebbe essere orgogliosa del lavoro fatto che è stato riconosciuto dall’Oms, con cui la relazione è continua e proficua”.  

Posizione ribadita dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (nella foto), nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri sera: “Non siamo nella condizione di alleviare le misure intraprese” ha detto il premier, ufficiliazzando la proroga delle attuali misure al 13 aprile. “Mi dispiace che queste misure cadano durante la Pasqua, ma dovremo purtroppo affrontare le festività con questo regime restrittivo. Poi penseremo alla fase 2, convivenza col virus, e quindi alla fase 3, il ritorno alla normalità”.