Conte: ‘A sanità 10 mld da qui a 2023’. Speranza: ‘Finita stagione dei tagli’

Roma, 16 dicembre – “Da qui al 2023 mi piacerebbe lanciare un Patto per la Salute e sforare o sfiorare i dieci miliardi di investimenti sulla salute”. E questo perché rafforzare il comparto dei servizi e delle prestazioni sanitarie, eliminando tutte le diseguaglianze sociali e territoriali, “è il massimo strumento di coesione che un Paese possa esprimere ma anche una cartina di tornasole per misurare il grado di civiltà di un Paese”.

Con questa dichiarazione nel corso della conferenza stampa sui primi 100 giorni di Governo nella Sanità tenutasi a Roma sabato scorso nella sede del ministero della Salute il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte (nella foto) ha finito per rubare la scena mediatica al padrone di casa, Roberto Speranza,  come si evince dai titoli dei principali organi di informazione.

Inevitabile, del resto: come ha ricordato lo stesso Speranza nel corso dell’incontro con i giornalisti, “è la prima volta e non é mai successo prima che un presidente del Consiglio venisse al ministero della Salute: è un segno importante degli investimenti che il Governo vuole fare sul settore salute”. Elemento sottolineato con qualche autocompiacimento anche dal premier Conte: “Ci confermiamo innovativi anche in questo”.

Più fondi per la Sanità, abolizione del superticket, stabilizzazione di oltre 30mila precari tra medici, infermieri e ricercatori, innalzamento del tetto di spesa per le assunzioni: questo il palmarès di obiettivi raggiunti che Conte e Speranza hanno illustrato alla stampa  (affiancati dal vice ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri e dalla sottosegretaria Sandra Zampa) a cento giorni dall’insediamento del governo.

Dallo scorso 5 settembre a oggi, il nuodo Governo, e segnatamente il titolare della Salute, con la bussola puntata fin da subito sull’art. 32 della Costituzione, ha puntato a un “piano ricostituente” per la sanità italiana: tra i risultati illustrati sabato, il primo è stato l’aumento di risorse per il Servizio sanitario nazionale, con 2 miliardi sul Fondo sanitario per il 2020 (un incremento raddoppiato rispetto allo scorso anno, dallo 0,9% all’1,8%). E ancora: due miliardi stanziati per l’edilizia sanitaria e 235 milioni per nuovi strumenti diagnostici negli studi dei medici di famiglia. Altro obiettivo raggiunto indicato da Speranza, l’abolizione del superticket da 10 euro: da settembre non si pagherà più.

“Due miliardi in più per il fondo sanitario con questa legge di bilancio sono un primo impegno e un investimento di 10 miliardi per la sanità da qui alla fine della legislatura, come annunciato dal premier, é un impegno storico. Non si era mai visto un tale impegno per il settore” ha aggiunto il ministro della Salute.
Impegno del quale hanno peraltro chiesto conto i giornalisti, in particolare per sapere come e quanto gli obiettivi del governo siano compatibili con i conti del Paese e sostenibili economicamente: da Conte e Speranza sono arrivate rassicurazioni al riguardo: “Si chiude definitivamente la stagione dei tagli alla salute e si ricomincia a investire in maniera molto significativa” ha affermato il titolare della Salute, sottolineando una novità sostanziale tra questo governo e i precedenti: “Spesso i governi mettevano nel Def una cifra per la salute, poi si arrivavava alla manovra di bilancio e quella cifra veniva drammaticamente tagliata. Questa volta abbiamo scritto due miliardi nel Def e rigorosamente abbiamo rispettato questo impegno fino all’ultimo euro. Penso che si l’inizio di un nuovo percorso per la nostra sanità”.

Speranza ha anche richiamato quello che, fin dal suo insediamento, è stato un po’ il leit motif dei suoi primi tre mesi da ministro, ovvero la  necessità – in accordo con il dettato costituzionale – di eliminare tutti gli ostacoli a un più largo ed equo accesso dei cittadini ai servizi e alle prestazioni del Ssn- In questa direzione vanno, oltre le maggiori risorse destinate al comparto, misure come l’abolizione del superticket.  E la salute – ha ribadito Speranza rispondendo alle domande dei giornalisti – continuerà una delle prime voci nell’agenda del Governo: sarà infatti uno dei  temi fondamentali di quel confronto che, come annunciato da Conte, verrà avviato a gennaio per mettere a fuoco le riforme e le azioni per rilanciare il Paese.

A proposito di qualche “nervosismo” registratosi con le Regioni a proposito del sottoscrivendo Patto per la Salute, Speranza ha evidenziato come alcune delle materie del contendere troveranno soluzione già nella Legge di bilancio, dove alcune delle istanze delle Regioni “sono già state introdotte con appositi emendamenti e, quindi, con l’approvazione della legge di bilancio e con l’approvazione del decreto fiscale diventeranno legge dello Stato”.

Ma il ministro ha voluto anche tranquillizare in ordine al clima generale dei rapporti tra Governo e Regioni in materia di salute, atteso che su entrambi i fronti il tema viene affrontato con un approccio  “al di fuori di qualsiasi dinamica politica”. Tanto che – questa la notizia fornita da Speranza – nel corso di una riunione su una bozza di Patto per la Salute sottoscritta dalle Regioni, dal Mef e dal ministero della Salute sarebbero stati sciolti i nodi ancora pendenti. “Sono ottimista che si possa arrivare in tempi brevi anche all’approvazione in Conferenza Stato-Regioni” ha detto Speranza.

Un’altra notizia è l’affidamento delle deleghe a viceministro e sottosegretaria: Sileri si occuperà di “ricerca, università, dispositivi medici, rapporto sanità-ambiente e altro”, ha detto Speranza, mentre a Zampa vanno i dossier su  “minori, salute mentale, immigrazione, medicina di genere e intelligenza artificiale, un altro grande tema del futuro”.

Il giorno precedente alla conferenza stampa, Speranza, in un’intervista rilasciata a Michele Bocci del quotidiano la Repubblica,  era tornato sulla necessità di potenziare la sanità territoriale per rispondere a quella che è la vera sfida della sanità del futuro, ovvero la cronicità. IL ministro ha ricordato gli effettivi dell’esercito di professionisti e presidi che operano sul territorio (54mila medici di famiglia, 19mila farmacie, circa 10 mila pediatri di libera scelta, 4mila parafarmacie). “Le potenzialità sono enormi” ha detto il ministro “abbiamo almeno uno di questi presìdi in ogni strada di città, ma anche nei paesi di 2mila abitanti. Lo Stato li deve valorizzare meglio».

E qualcosa di importante, ha detto Speranza, il Governo lo sta già facendo, come i 235 milioni che la legge di bilancio metterà a disposizione degli studi medici “per favorire attività diagnostica di primo livello” e i poco meno di  50 milioni stanziati “per estendere a tutta Italia la farmacia dei servizi, oggi in sperimentazione solo in alcune Regioni».

L’obiettivo è quello di  “ridurre la pressione sulle strutture come i pronto soccorso e gli ambulatori”, riducendo così le richieste inappropriate. Ma dando anche maggiore sicurezza alle persone: “Chi vive in zone isolate troverà un presidio sanitario più attrezzato dove affrontare rapidamente i problemi” ha spiegato Speranza al quotidiano romano.

“Sicuramente ci sono ancora tanti difetti che dobbiamo correggere, sprechi che dobbiamo eliminare, disuguaglianze che dobbiamo ridurre, ma abbiamo anche il dovere di ricordarci che la nostra sanità si fonda su un modello universalistico, cioè aperto a tutti, e totalmente pubblico, che va preservato, valorizzato e difeso con tutte le nostre forze. E noi lo stiamo facendo” ha detto il viceministro Sileri, che tra i tanti risultati già portati a casa con la nuova legge di Bilancio ha voluto soffermarsi in conferenza stampa sul fondo nazionale per la ricerca e la cura dell’endometriosi. “Un grande passo in avanti in difesa di almeno tre milioni di donne italiane che soffrono di questa malattia cronica, difficile da diagnosticare, per la quale esistono oggi poche terapie” ha detto Sileri,  evidenziando anche  il finanziamento stanziato per la rete nazionale dei registri dei tumori, che consentirà di correlare i dati sull’incidenza del cancro ai territori per capire chi si ammala e dove.

La sottosegretaria Zampa ha ringraziato Speranza per le deleghe assegnatatele, in linea con la sua storia  e il suo lavoro politico di questi anni: “Le fragilità, la medicina di genere, la promozione della salute dei migranti, la medicina dell’infanzia e dell’adolescenza, l’innovazione a supporto della diagnosi e la cura dei pazienti, sono ambiti nei quali si può e si deve fare molto e per i quali il mio impegno sarà totale” ha detto Zampa
“Occuparmi dei fragili, delle donne, dei bambini e dei ragazzi; poter contribuire a quella realizzazione dell’articolo 32 della nostra Costituzione per realizzare il ‘fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività‘ è quello che farò ogni giorno. Abbiamo appena cominciato e c’è tanto da fare. Abbiamo la responsabilità di fare la differenza tra una vita nella salute e nella tranquillità fisica e una vita nella malattia e nel disagio, tra diseguaglianze ed equità e siamo appena partiti. Non ci resta che metterci al lavoro. Insieme per una sanità uguale per tutti”.

 

Conferenza stampa 100 giorni Ministero della Salute – Video