Consulta: “Legittimo l’obbligo vaccinale, le scelte sono dello Stato”

Roma, 23 novembre – L’obbligo dei vaccini è legittimo. Lo ha deciso la Corte costituzionale, dichiarando non fondate le numerose questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Regione Veneto sul decreto legge 73/2017, convertito nella legge 119/2017, in materia di vaccinazioni obbligatorie per i minori fino a 16 anni di età.

Le questioni sottoposte alla Corte costituzionale – ricorda la stessa Consulta in una nota – non mettevano in discussione l’efficacia delle vaccinazioni, attestata dalle istituzioni a ciò deputate (Organizzazione mondiale della sanità, Istituto superiore di sanità) e da una lunga serie di piani nazionali vaccinali, ma la loro obbligatorietà, sospesa dalla Regione Veneto con una legge del 2007 che aveva introdotto un sistema di prevenzione delle malattie infettive basato solo sulla persuasione.

Secondo i giudici costituzionali, le misure in questione rappresentano una scelta spettante al legislatore nazionale. Questa scelta non è irragionevole – sostiene la Consulta – poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie.

La Consulta ha considerato tra l’altro che tutte le vaccinazioni rese obbligatorie erano già previste e raccomandate nei piani nazionali di vaccinazione e finanziate dallo Stato nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (Lea). Inoltre, il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà si giustifica alla luce del contesto attuale caratterizzato da un progressivo calo delle coperture vaccinali.

I giudici della Corte hanno altresì considerato che la legge di conversione ha modificato il decreto legge, riducendo sensibilmente le sanzioni amministrative pecuniarie e prevedendo che, in ogni caso, debbano essere precedute dall’incontro tra le famiglie e le autorità sanitarie allo scopo di favorire un’adesione consapevole e informata al programma vaccinale. Infine, la mancata vaccinazione non comporta l’esclusione dalla scuola dell’obbligo dei minori, che saranno di norma inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati.

Soddisfatta per la pronuncia dell’Alta Corte la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che in un tweet ha espresso “grande soddisfazione per la conferma di costituzionalità del decreto vaccini da parte della Consulta“.

“I vaccini sono una conquista della scienza e una delle più importanti misure di prevenzione esistenti” scrive la titolare della Salute, che ha promosso il provvedimento.  “Il decreto protegge la salute dei nostri bambini e di tutta la comunità”.

Di segno comprensibilmente diverso le reazioni del Veneto, dove il presidente della Regione Luca Zaia, pur prendendo atto della sentenza della Consulta, “che rispettiamo”,  precisa di aver fatto, come governatore, soltanto il suo dovere: “Ho difeso un modello che esisteva da dieci anni, fondato sulla libertà di scelta e sul dialogo con le famiglie. Ora si passa alla coercizione” è il suo commento, seguito dalla precisazione che il Veneto “non è mai stato contro le vaccinazioni e anzi mi spiace che la difesa di questo modello, che condividiamo con 15 Paesi europei come il Regno Unito, e che è stato concordato e monitorato con il ministero della Salute, sia stata presa come una posizione no vax. Vorrei ricordare” ha concluso Zaia “che in questi anni di investimenti e di lavoro ci siamo dotati di un’anagrafe vaccinale informatizzata e che il nostro sistema prevedeva che al di sotto di una certa soglia scattasse l’obbligatorietà”.