Concorsone, il Tar Palermo rigetta ricorso sul punteggio dei rurali

Roma, 20 giugno – Una sentenza del Tar Palermo, la numero 1560/2017 pronunciata il 22 maggio scorso, ha rigettato il ricorso contro la graduatoria definitiva, pubblicata nel 2015, del concorso straordinario a sedi farmaceutiche della Regione Sicilia, opposto da due concorrenti esclusi e fondato sulla vexata quaestio  dell’attribuzione dei punteggi ai rurali.

I ricorrenti – in nutrita compagnia: una trentina di analoghi ricorsi pendono ancora in Sicilia e altri ancora in altre Regioni, come la Basilicata, la Calabria e la Sardegna – contestavano in particolare il “mancato riconoscimento del punteggio per la cosiddetta ruralità anche oltre il punteggio massimo previsto per i titoli relativi all’esercizio professionale (35 punti)”, richiedendo appunto l’annullamento della graduatoria definitiva per l’assegnazione delle sedi.
Graduatoria che, in autotutela, l’assessorato alla Salute siciliano aveva peraltro “congelato” con un decreto dello scorso mese di aprile, in attesa dell’esito del contenzioso amministrativo.

Esito che è appunto arrivato, con la pronuncia della terza sezione del Tar di Palermo che ha ritenuto inammissibili le contestazioni degli esclusi, con considerazioni che costituiranno  un precedente per le altre decine di ricorsi-fotocopia depositati al Tar in Sicilia e in altre Regioni d’Italia.

Viene infatti in rilievo” si legge infatti nelle dodici pagine della sentenza firmata dai magistrati Solveig Cogliani, presidente (nella foto)Nicola Maisano, consigliere e Maria Cappellano, consigliere ed estensore “un concorso straordinario e, quindi, una tipologia di selezione caratterizzata da semplicità di partecipazione e prevedibilità del punteggio attribuibile in base a tale procedura automatica”.  I giudici mettono poi in evidenza che “per tale selezione è stato eccezionalmente consentito dal bando di concorrere per la gestione associata delle farmacie, sommando in tal modo i titoli posseduti da ciascuno, al dichiarato fine, tra l’altro, di favorire l’accesso ai giovani nel mondo dell’impresa”.

Soddisfatti, ovviamente, i farmacisti risultati vincitori del concorso, che vedono spazzate via le ragioni del blocco della graduatoria stilata nel 2015, congelata “per autotutela” da un decreto dell’assessorato regionale alla Salute dello scorso aprile, in attesa degli esiti dei ricorsi.  “Finalmente – commenta al quotidiano la Repubblica Giuseppe Augello, portavoce del comitato dei vincitori – si mette la parola fine a questa telenovela. I giudici mettono nero su bianco che i criteri su cui si fonda un concorso straordinario per soli titoli non sono gli stessi su cui si fonda un concorso ordinario. Adesso la Regione Siciliana non ha più alibi per tenere ancora bloccata la graduatoria, con la sentenza dei giudici amministrativi decade la motivazione dell’autotutela e non c’è più ragione di tenere bloccate oltre 200 attività (il numero delle nuove sedi a concorso in Sicilia, NdR) che darebbero finalmente ossigeno all’economia di questa regione e lavoro a migliaia di giovani laureati che attendono da anni questa opportunità”. .
“Il prossimo passo sarà chiedere alla Regione, per mezzo dei nostri avvocati Oriana Ortisi e Luisa Pullara, di rendere immediatamente esecutiva la graduatoria, così come recita la sentenza del Tar” dichiara ancora Augello. “L’iter burocratico non deve essere legato con quello amministrativo, come è stato finora nei Comuni per l’individuazione delle sedi, con la lobby dei vecchi titolari pronti a tirare per la giacca i politici di turno per far naufragare il concorsone”. 

Siamo sempre stati convinti e fiduciosi poiché la lettura armoniosa del sistema normativo vigente non poteva che portare a una tale conclusione” commentano le avvocate Ortisi e Pullara, affermando che  “la sentenza del Consiglio di Stato n. 5667/2015 non solo è apparsa fin dalla prima lettura poco condivisibile ma l’approfondimento nel merito attraverso una lettura storico-sistematica dell’intera normativa in materia ha svelato che da sempre il legislatore ha voluto da un lato riconoscere la maggiorazione ex art. 9 legge 221/68 ai farmacisti rurali ma nel pieno rispetto del tetto massimo previsto dalla legge 475/68, prima, e il decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri 298/94 oggi”.

“I giudici palermitani” affermano ancora le due legali “oggi colgono per primi l ‘occasione di ribaltare il principio espresso in maniera isolata dal Consiglio di Stato nella pronuncia del 2015 riconfermando il senso pacificamente riconosciuto all’art.9 fin dalla sua stesura”.

La pronuncia del Tar Palermo n. 1560 del 13 giugno 2017, concludono Pullara e Ortisi,  “rappresenta la prima sentenza che nel merito respinge la tesi dei farmacisti rurali, questione che interessa diverse Regioni italiane delle quali si è in attesa di sentenza o di discussione, motivo per cui la scrupolosa motivazione offerta dai giudici palermitani servirà oltre che da precedente giurisprudenziale anche da guida per altrettante attente e scrupolose pronunce dei diversi Tar coinvolti”.