Concorso, su punteggio rurali Basilicata ricorre al Consiglio di Stato

Roma, 26 settembre – Com’era pressoché inevitabile, la Regione Basilicata ha impugnato davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tribunale amministrativo regionale che, accogliendo il ricorso di tre partecipanti al concorso straordinario per l’assegnazione delle 26 nuove farmacie istituite nella Regione dopo il “Cresci Italia”, ha di fatto stravolto la graduatoria stilata dal Dipartimento Sanità della Regione e messo a rischio le posizioni dei farmacisti risultati vincitori, peraltro già impegnati ad adempiere ai vincoli (anche economici)  connessi all’assegnazione della sede.

La vicenda, intricata tanto da assomigliare a un autentico pasticciaccio, è sempre quella legata al mancato riconoscimento del punteggio aggiuntivo per l’esperienza professionale maturata in farmacie rurali e non riguarda soltanto la Basilicata, “ma anche altre Regioni” , come si sono premurate di comunicare alla stampa di informazione locale alcune fonti regionali, sostenendo la correttezza del proprio provvedimento di assegnazione, “preso d’intesa con il ministero della Salute. Da qui la decisione di rivolgersi al Consiglio di Stato per contestare il provvedimento dei giudici amministrativi“.

Giudici che, appunto, accogliendo le ragioni dei farmacisti ricorrenti, si erano pronunciati per una revisione della graduatoria e quindi per il ricalcolo dei punteggi attribuiti ai farmacisti rurali. Il nocciolo della questione è, come è noto, la possibilità di cumulare o meno il maggiore punteggio che l’art. 9 della legge 221/1968 riconosce al singolo farmacista rurale con più di cinque anni di servizio per consentirgli, con minori anni di esercizio alle spalle, di conseguire il massimo del punteggio professionale di attività (35).
Dopo la sentenza n. 5667 di dicembre 2015 con la quale i giudici del Consiglio di Stato riformarono una sentenza del Tar Sardegna, sancendo che la maggiorazione del 40% spettante nei concorsi per sedi farmaceutiche ai farmacisti rurali, e in quelli straordinari anche ai farmacisti esercenti in parafarmacia, non è soggetta ad alcun tetto (nemmeno quello dei 35 punti, da tutti ritenuto invalicabile nella valutazione dei titoli relativi all’esercizio professionale),  sentenza ritenuta da qualche esperto di settore “un’ennesima picconata inferta al concorso”, a seguito di altri ricorsi di farmacisti rurali che hanno partecipato al “concorsone”, sono intervenute sul punto altre pronunce dei giudici amministrativi.

Che in qualche caso sono state però difformi dall’appena ricordata pronuncia dei giudici di palazzo Spada: i Tar di Cagliari e Palermo, ad esempio, così come il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia, hanno respinto i ricorsi avanzati da farmacisti rurali con la richiesta di riconoscimento della maggiorazione di punteggio.

Per quanto riguarda il ricorso della Regione Basilicata, entro la fine di questa settimana il Consiglio di Stato deciderà se procedere in composizione monocratica o se invece fissare immediatamente un’udienza collegiale.