Concorso straordinario, il Tar Calabria torna sui punteggi per i rurali

Roma, 21 novembre – Tar Calabria vs Consiglio di Stato: con la sentenza n. 01748/2017 pubblicata ieri, i giudici amministrativi della prima sezione del tribunale regionale calabrese si sono pronunciati sulla vexata quaestio della maggiorazione del 40% del punteggio in favore dei farmacisti rurali nel concorso straordinario a sedi farmaceutiche voluto dalla legge 27/2012, già oggetto di diverse e controverse sentenze, su tutte quella del Consiglio di Stato n. 5667 del dicembre 2015.

La sentenza del Tar Calabria – anticipata da un articolo di Ettore Jorio su sanità24 –  va però in direzione opposta a quella dei giudici di Palazzo Spada. Dopo aver sottolineato con accenti critici il disordine normativo che connota “non solo l’ambito specifico dei concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, ma tutta la disciplina del settore farmaceutico”, i giudici calabresi hanno infatti sovvertito il principio reso dal Consiglio di Stato con la sentenza del 2015 prima richiamata. Due le argomentazioni su cui fa leva la sentenza del Tar Calabria:  la prima è riferita alla straordinarietà della procedura concorsuale,  “nella quale – annota Jorio –  il principio reso dal Consiglio di Stato non potrebbe trovare applicazione analogica, atteso che riferito a un concorso straordinario“.

La seconda argomentazione reinterpreta l’art. 9 della legge n. 221/1968, ritenendolo non pedissequamente applicabile alla procedura concorsuale straordinaria. “I giudici calabresi” spiega ancora Jorio “hanno posto a fondamento della decisione il fatto che la premialità riconosciuta ai farmacisti rurali era stata istituita per favorirli rispetto ai colleghi titolari delle farmacie urbane. Ciò al fine di equilibrare le differenze esistenti”. In buona sostanza, gli originari intenti perequativi della norma di 50 anni fa, applicati al concorso straordinario (dal quali i farmacisti titolari di farmacia urbani erano esclusi) finirebbero inevitabilmente per generare sperequazioni a danno, in particolare, dei concorrenti più giovani, risultando così incoerenti con una delle finalità dello stesso concorso straordinario stesso, consistente – scrivono i giudici calabresi –   “nel favor per coloro che vantano una minore anzianità di servizio”.  

Con la loro sentenza, conclude Jorio su sanità24, i giudici calabresi hanno voluto “restituire vigore alla volontà del legislatore che nell’indire la procedura straordinaria per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche ha inteso riconoscere misure perequative in favore dei farmacisti meno anziani, abilitati per lo scopo a prendere parte alla procedura in forma associata, anche attraverso la eliminazione di forme premiali, che in ogni caso avrebbero creato inevitabili squilibri tra i partecipanti”.