Concorso, Mandelli interroga il ministero sul punteggio rurali

Roma, 19 ottobre – Fare finalmente chiarezza sui criteri di attribuzione dei punteggi per i farmacisti rurali, che devono essere applicati uniformemente in tutte le Regioni, e fugare ogni dubbio sull’assegnazione delle sedi farmaceutiche dei farmacisti associati costituitisi in società, alla luce del fatto che vi sono concorrenti che hanno partecipato al concorso in due diverse Regioni, in compagini associative differenti e che le Regioni stesse, al riguardo, esprimono orientamenti difformi.

Queste le richieste contenute nell’interrogazione (la n. 3-04048 pubblicata il 12 ottobre scorso, qui il testo) rivolta al ministro della Salute a prima firma Andrea Mandelli e un’applicazione uniforme su tutto il territorio dei punteggi riconosciuti ai farmacisti rurali nell’ambito del concorso straordinario per l’assegnazione di sedi farmaceutiche. Queste le richieste rivolte al Ministro della Salute in un’interrogazione presentata dal presidente della Fofi Andrea Mandelli e cofirmata da Luigi D’Ambrosio Lettieri (Dit) e da altri otto senatori, in prevalenza di Forza Italia (ma ci sono anche un esponente di Ala, Lionello Pagnoncelli, e una del Gruppo Federazione della Libertà, Serenella Fucksia).   
Premesso che il ministero interrogato ha già chiarito che, in caso di partecipazione associata,  la titolarità resta congiuntamente in capo ai soci e pertanto i concorrenti associati, pur potendo partecipare a due concorsi regionali, in caso di vincita in entrambe le procedure non possono acquisire la titolarità o la contitolarità di entrambe le farmacie, gli interroganti rilevano che, ciò nonostante, alcune Regioni hanno assegnato la titolarità della farmacia non in capo alle singole persone fisiche (fatto che determina l’impossibilità per i vincitori di acquisire la titolarità o la contitolarità di entrambe le sedi vinte, in quanto l’accettazione dell’assegnazione della seconda comporta la decadenza dalla prima) ma alla società costituita dai concorrenti in forma associata, “aggirando” così il rischio di decadenza, dal momento che i vincitori in forma associata non assumono la qualità di titolari come persone fisiche, ma semplicemente quella di soci.

Tali disomogeneità, interpretative e applicative, determineranno inevitabilmente l’instaurarsi di numerosi contenziosi” osservano Mandelli e gli altri firmatari, che poi rilevano ulteriori criticità riguardo all’attribuzione del punteggio e all’applicazione della norma (l’art. 9 della legge n. 221/68) che riconosce ai farmacisti con almeno cinque anni di esercizio professionale in farmacie rurali una maggiorazione del 40 per cento, fino ad un massimo di 6,50 punti.

Facendo riferimento alle “numerose e difformi pronunce giurisprudenziali in merito, che, in taluni casi, ritengono applicabile anche al concorso straordinario il principio in base al quale la suddetta maggiorazione deve essere riconosciuta, ai farmacisti rurali, anche oltre il tetto massimo di 35 punti per l’esercizio professionale (…) mentre in altri ritengono insuperabile, ai fini della maggiorazione, il punteggio massimo previsto per i titoli relativi all’esercizio professionale”, gli interroganti sottolineano come ciò renda “il quadro normativo ancora più confuso e disomogeneo”.

Da qui la richiesta al titolare della Salute di sapere quali iniziative  “intenda porre in essere per risolvere le criticità evidenziate, garantendo l’applicazione uniforme, su tutto il territorio nazionale, della normativa sulle procedure concorsuali straordinarie per il conferimento di sedi farmaceutiche”.