Concorso,Tar Campania accoglie nuovo ricorso sul punteggio rurali

Roma, 10 ottobre – Si aggiunge un nuovo capitolo alla saga  della maggiorazione di punteggio dei farmacisti rurali nell’ambito del concorso straordinario a sedi farmaceutiche bandito in tutte le Regioni italiane a seguito del decreto Cresci Italia del (anche per questo) mai dimenticato Governo Monti.

Una sentenza del Tar Campania ha infatti accolto  il ricorso presentato da una concorrente con il quale veniva chiesto l’annullamento, previa sospensione, del decreto dirigenziale della Regione campana che a  18 marzo dello scorso anno ha approvato la graduatoria definitiva e l’elenco delle sedi farmaceutiche da assegnare al concorso unico regionale. La richiesta di annullamento riguarda, manco a dirlo, la parte di interesse della ricorrente, ovvero il mancato riconoscimento  della maggiorazione del 40% prevista dall’art. 9 della L. 21/1968 per i farmacisti rurali e, conseguentemente, “del bando di concorso per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche, limitatamente all’art. 7, nella parte in cui non consentirebbe di usufruire della suddetta maggiorazione ai farmacisti che abbiano già ottenuto il punteggio massimo per l’attività professionale svolta”.

Il nodo del problema è sempre l’interpretazione del tetto dei 35 punti per l’attività lavorativa. oggetto di contrastanti opinioni giurisprudenziali: è da considerare un tetto massimo al quale concorre anche la maggiorazione accordata ai farmacisti rurali e che dunque non è superabile, o il contrario?
I giudici amministrativi della Campania fanno riferimento a una pronuncia del Consiglio di Stato ormai celeberrima (la sentenza n. 5667/2015), secondo la quale la previsione del bando di concorso, nella parte in cui prevede che la maggiorazione a favore dei farmacisti rurali non comporta il superamento del punteggio massimo complessivo da attribuirsi per l’attività professionale svolta, deve intendersi illegittima. Per il CdS, infatti,  “la normativa in esame, da considerarsi lex specialis rispetto alla normativa generale, non può essere, in forza del principi di gerarchia e di specialità delle fonti normative, disapplicata dal bando di concorso che ha stabilito come l’applicazione della maggiorazione non potesse comunque superare il punteggio massimo complessivo di sette punti per ciascun commissario“.

Il Tar Campania osserva anche che il supremo consesso amministrativo, nella sentenza citata, precisa che, osservando la controversa clausola del bando, “soltanto coloro che hanno un’anzianità di poco più di 13 anni di servizio nelle farmacie rurali potrebbero conseguire il massimo punteggio, mentre risulterebbero penalizzati coloro i quali sono in possesso di un’anzianità superiore (intorno ai 20 anni di servizio) il che naturalmente, oltre a porsi in contrasto con la legge, condurrebbe a conseguenze abnormi sul piano della razionalità e dell’imparzialità”.