Conasfa, farmacia dei servizi, remunerare formazione collaboratori

Roma, 24 gennaio – La farmacia dei servizi – che richiede un processo di riconversione culturale per ampliare il perimetro dei compiti del farmacista, chiamato a integrare la sua fondamentale attività di dispensazione del farmaco con l’erogazione di servizi, prevalentemente cognitivi, nella prospettiva di contribuire a rilanciare e sostenere il Ssn – comporta inevitabili necessità di studio e formazione, fondamentali per assicurare ai farmacisti competenze omogenee e certificate, in grado di garantire qualità ai nuovi servizi e un approccio univoco al paziente.

Gli obblighi di adeguamento delle conoscenze coinvolgono ovviamente anche i farmacisti non titolari, ai quali sono così richiesti nuovi sacrifici, in una situazione resa molto difficile sia dagli otto anni di attesa del nuovo Ccnl, sia dalla liberalizzazione degli orari, che ha “fortemente ridotto il tempo da dedicare alla famiglia”. 

Questa la cornice all’interno della quale Conasfa, l’Associazione nazionale professionale farmacisti non titolari (questa la nuova denominazione deliberata nell’ultima assemblea nazionale del sodalizio), avanza la richiesta che le “giuste esortazioni ad accogliere responsabilmente la farmacia dei servizi”  sia accompagnata dall’impegno  “a remunerare come orario di lavoro la formazione necessaria cercando soluzioni che non sottraggano ulteriore tempo alla vita privata”. Questo perchè,  si legge in un comunicato stampa diramato ieri dalla sigla presieduta da Silvera Ballerini(nella foto)  “ritenere sufficiente l’elargizione di qualche credito Ecm significherebbe non riconoscere il ruolo del farmacista nel nuovo modello di sanità”.

Un modo per dire che anche in ambito di farmacia dei servizi non si può predicare bene e razzolare male: il successo del nuovo modello di farmacia, come peraltro sostenuto dallo stesso presidente della Fofi Andrea Mandelli, è la convinta adesione e partecipazione dei professionisti che in farmacia lavorano: è da qui che passerà “il riconoscimento istituzionale di un ruolo sanitario rilevante per i farmacisti e per la farmacia italiana, da cui deriveranno anche importanti traguardi economici, intesi come remunerazione delle prestazioni professionali rese al cittadino”.

Coerente e conseguente, dunque, per Conasfa, tradurre tutto questo in concreti riconoscimenti per i farmacisti collaboratori, senza il cui apporto la “farmacia dei servizi” non sarebbe possibile.