Computo fatturato Ssn, Federfarma: “Bene il parere del ministero”

Roma, 25 gennaio – Hanno trovato risposta le richieste di chiarimenti avanzate da Sunifar e Federfarma a proposito delle disomogeneità di computo tra le varie Regioni del Paese del “fatturato Ssn”, ai fini dell’applicazione degli sconti agevolati a favore delle farmacie rurali sussidiate e alle farmacie a basso reddito previsti dalla legge 662/96 (ovvero lo sconto dell’1,5% per le rurali sussidiate con fatturato inferiore a 450 mila euro e riduzione sugli sconti del 60% per gli esercizi urbani e rurali sotto la soglia dei 300 mila euro).

Il ministero della Salute ha infatti inviato lunedì agli assessorati regionali della Sanità un parere su quelle che debbono essere le modalità di calcolo che le farmacie dovranno utilizzare per determinare  il proprio fatturato ai fini delle agevolazioni previste dalla legge 662/96, affermando (sulla scorta di pronunce giurisprudenziali succedutesi negli anni scorsi) che il fatturato Ssn è comprensivo dei farmaci ceduti dalle farmacie in regime Ssn al netto dell’iva, della quota di compartecipazione a carico dell’assistito, dello sconto al Servizio sanitario e dei compensi per la Dpc.

Un parere che ha pienamente soddisfatto il sindacato, come dichiarato all’house organ di Federfarma  Filodiretto da Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar: “Abbiamo voluto il pronunciamento del Ministero proprio per superare le difformi e contraddittorie interpretazioni della normativa formulate a livello regionale che discriminano, senza alcuna giustificazione, farmacie che dovrebbero viceversa essere agevolate in maniera uniforme per il servizio che svolgono” ha infatti commentato la dirigente sindacale.

Problema risolto, dunque? In verità è ancora presto per dirlo, perché dovranno essere ora le articolazioni territoriali del sindacato a far sì che il parere ministeriale sia seguito alla lettera in ogni singola Regione. E, notoriamente, quella con i vertici regionali non è mai un’interlocuzione facile, anche alla luce del fatto che – nel caso di specie – le  pronunce della giustizia amministrativa in materia di sconti e quantificazione del fatturato Ssn sono diverse e anche decisamente contraddittorie.

Il ministero, nel suo parere, ne cita alcune a supporto della sua tesi. Ma le amministrazioni regionali potrebbero avere buon gioco nel citarne altre di segno opposto, e non si può davvero escludere in linea di principio che qualche Regione possa farlo.

“Non è finita finché non è finita”, insomma, se non – forse – in quelle Regioni dove il fatturato veniva già da tempo determinato con i criteri indicati nel parere rilasciato lunedì22 gennaio dal Ministero.