Comitato anticrisi: No a ipotesi di parafarmacie senza il farmacista

Roma, 20 settembreUn incontro interlocutorio e costruttivo, durante il quale abbiamo fugato l’ipotesi – rimbalzata su alcune testate giornalistiche di settore, creando allarmismi ingiustificati – di togliere il farmacista  dalle parafarmacie, contestualmente al  provvedimento riguardante il riassorbimento dei farmacisti titolari di sola parafarmacia”.

Così Daniele Viti, coordinatore nazionale del Comitato anticrisi parafarmacie, riassume in una nota gli esiti dell’incontro tenutosi lunedì scorso con il presidente della Commissione Affari sociali Mario Marazziti e i vertici di Federfarma (cfr. RIFday di ieri) per verificare la possibilità di trovare convergenze che possano consentire una soluzione del nodo-parafarmacie attraverso misure da introdurre nel ddl Lorenzin su sperimentazione clinica e professioni sanitarie in discussione alla Camera.

“Siamo contrari, in linea generale, con questa  ipotesi almeno fino a quando l’ultimo collega  titolare di parafarmacia non aprirà la propria sede farmaceutica” afferma Viti in un comunicato, aggiungendo che è già allo studio “una metodica attraverso la quale vi sia un forte incentivo economico per chi assuma i farmacisti non titolari di parafarmacia, che eventualmente non vengano coinvolti in questo provvedimento”.

Le modalità con le quali si procederà al riassorbimento, spiega ancora il Comitato anticrisi, “passano dalla necessità di reperire delle sedi su tutto il territorio nazionale e nonostante il comitato comprenda le istanze di Federfarma di non operare sul quorum esistente qualora non si reperissero ulteriori  sedi per altra via, propone l’abbassamento  temporaneo e straordinario del quorum, per così addivenire all’obiettivo comunque di risolvere l’emergenza sindacale dei farmacisti  titolari di sola parafarmacia ristabilendo una coerenza al sistema farmaceutico nazionale”.

Appare doveroso ricordare che le rassicuranti dichiarazioni del Comitato anticrisi, a partire dall’affermazione secondo la quale sarebbe stata fugata l’ipotesi di una parafarmacia senza farmacista, sono in tutta evidenza inconciliabili con le posizioni espresse dal presidente di Federfarma Marco Cossolo, che nell’incontro di lunedì con Marazziti ha ribadito che una delle condizioni irrinunciabili che il sindacato dei titolari pone per risolvere la cosiddetta “anomalia parafarmacie” è appunto quella di eliminare l’obbligo delle presenza del farmacista negli esercizi di vicinato abilitati alla vendita di farmaci.

Un’evidente linea di frattura, che inevitabilmente male si accorda anche con il possibilismo manifestato dal presidente della XII Commissione Marazziti, che avrebbe registrato “una decisione di fondo” delle due categorie di “tornare a una fisiologia di due settori separati” e ritiene  possibile fare leva  su questa precondizione per costruire ipotesi di soluzione condivise che consentano di affrontare e chiudere “una vicenda decennale piena di contraddizioni già subito in questa legislatura”, utilizzando appunto il ddl Lorenzin.

Da ultimo, ma non ultima, c’è anche un’altra questione, quella del mancato invito all’incontro di lunedì scorso di Fnpi, la Federazione nazionale delle parafarmacie italiane, affermatasi in questi anni come il principale soggetto di rappresentanza del settore, in particolare dopo l’avvenuta incorporazione, nella primavera del 2015, dell’Anpi, l’Associazione italiana delle parafarmacie italiane, altra “storica” sigla della categoria.

Una “dimenticanza” singolare, anche alla luce del costruttivo e positivo confronto che la sigla presieduta da Davide Gullotta ha avviato negli ultimi mesi con Federfarma proprio allo scopo di cercare congiuntamente la soluzione più adeguata per superare l’attuale situazione.

La Fnpi, in ogni caso, ha reagito con compostezza, limitandosi a sottolineare la sua assenza all’incontro (“Ma  incontreremo Marazziti nei prossimi giorni” anticipa Gullotta al nostro giornale) e a chiarire quali siano i ruoli nell’ambito della rappresentanza delle parafarmacie: “A oggi il Comitato anticrisi non rappresenta i farmacisti delle parafarmacie” chiarisce il presidente Fnpi “anche alla luce del fatto che non è stato eletto da nessuno. La stessa circostanza che molti dei suoi esponenti abbiano chiuso o venduto la propria parafarmacia è una prova ulteriore di come qualcuno si sia fatto avanti più per ottenere un proprio vantaggio che per risolvere i problemi di chi invece è quotidianamente dietro al banco di una parafarmacia. Arrogarsi in questo modo il diritto di rappresentare i colleghi delle parafarmacie” conclude Gullotta “è semplicemente assurdo”.