Classifica dei Paesi più felici, stravince il Nord, male l’Italia

Roma, 16 marzo – La felicità abita a Nord, e più precisamente dalle parti del Circolo Polare Artico: secondo il World Happiness Report 2018, è infatti la Finlandia il Paese più felice del mondo, subito seguita dalla Norvegia, ovvero la nazione che lo scorso anno si era piazzata al primo posto della classifica stilata dall’Onu, analizzando 156 Paesi sulla base di sei parametri indicativi del benessere della popolazione: reddito, libertà, fiducia, aspettativa di vita, assistenza sociale e generosità.

Il podio degli happy countries è completato dalla Danimarca, mentre al quarto posto si piazza l’Islanda (sempre profondo Nord, dunque) e al quinto la Svizzera.

ll World Happiness Report, giunto alla sua sesta edizione, è stato pubblicato dalla Rete di soluzioni per lo sviluppo sostenibile per conto delle Nazioni Unite due giorni fa, il 14 marzo, in tempo per la Giornata mondiale della felicità (World Happiness Day) che ricorre il 20 marzo.

“I primi cinque Paesi hanno tutti valori quasi uguali nei sei fattori indicativi della felicità” ha commentato uno dei responsabili del rapporto, il professore emerito di Economia della British Columbia University John Helliwell. Tant’è, spiega il professore, che fin dalla pubblicazione del primo report a giocarsi il primo posto sono praticamente sempre loro:  “Quattro di questi Paesi, Danimarca, Svizzera, Norvegia e ora Finlandia” ricorda infatti Helliwell “hanno raggiunto la prima posizione in una delle sei edizioni fatte da quando è stato pubblicato il primo rapporto”.

Nella parte altissima della classifica si piazzano anche i Paesi Bassi (sesti), seguiti da Canada, Nuova Zelanda, Svezia e Australia. A conferma del fatto che essere felici aiuta a essere felici, i Paesi della top ten del 2018 sono gli stessi della classifica 2017, anche se tutti hanno cambiato posizione rispetto allo scorso anno. Ma è una questione di dettaglio: a giocarsi la palma dei più felici alla fine sono sempre loro.

E l’Italia, che per definizione è il Bel Paese e di motivi per essere felice ne avrebbe tanti? Si piazza al 47° posto, risalendo una posizione rispetto alla classifica dell’anno scorso, in cui era appunto al 48°. Un risultato non esaltante, frutto (secono gli osservatori dell’Onu) della crisi che attanaglia il nostro Paese e, più in generale, quelli dell’Europa meridionale. “I quattro Paesi più colpiti dalla crisi, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo, sono da tempo osservati speciali” si legge infatti nel report, che registra ed evidenzia “una piccola crescita” soltanto per Lisbona.

Oltre alla classifica della felicità dei cittadini, il World Happiness Report 2018 ha cercato di misurare quest’anno anche lo stato di soddisfazione degli immigrati. Ne è emerso che i 10 Paesi più felici occupano praticamente le stesse posizioni nella scala di soddisfazione dei migranti.

“La scoperta più sorprendente del rapporto è la notevole coerenza tra la felicità degli immigrati e quella dei nativi locali”  sottolinea al riguardo Helliwell in un comunicato stampa. “Sebbene gli immigrati provengano da Paesi con livelli di felicità molto diversi, le loro valutazioni sulla vita riportate convergono con quelle degli altri residenti nei loro nuovi Paesi”.

Tornando alla classifica, va segnalato il significativo passo indietro degli USA di Donald Trump, che scendono al 18° posto, perdendo ben quattro posizioni rispetto al 2017. Un calo del quale, secondo gli autori del World Happiness Report, i responsabili delle politiche statunitensi dovrebbero prendere nota.  “Il ranking della felicità negli Stati Uniti è in calo” commenta al riguardo un altro dei responsabili del rapporto,  Jeffrey D. Sachs, direttore del Centro per lo sviluppo sostenibile della Columbia University “e ciò è dovuto in parte a causa delle continue epidemie di obesità, abuso di sostanze e depressione non trattata”.

Ma gli Stati Uniti non sono certo l’unico grande Paese fuori dalla top ten delle Nazioni felici: la Germania dell’inossidabile cancelliera Angela Merkel è al 15° posto, il Regno Unito al 19°, mentre per trovare il Giappone, la Russi e la Cina bisogna addirittura scendere fino alle posizioni (rispettivamente), 54, 59 e addirittura 86.

Il fondo della classifica è per lo più appannaggio di Paesi africani: all’ultimo posto c’è il il Burundi, preceduto dalla Repubblica Centrafricana, dal Sud Sudan, dalla Tanzania e dallo Yemen.