Fnomceo: “Medici in farmacia per i vaccini? È contro la legge”

Roma, 10 luglio – Pollice verso della Fnomceo contro l’emendamento D’Ambrosio Lettieri, Mandelli, Rizzotti che consentirebbe ai medici la somministrazione di vaccini in farmacia.

La Federazione professionale dei medici evidenzia in una nota che la misura “modificherebbe la normativa vigente (art. 102 del Testo unico delle leggi sanitarie, R.D. 27/07/1934, n. 1265) che impedisce, per ovvi motivi di incompatibilità di ruoli, di funzioni e per presupposti di conflitto di interessi, lo svolgimento di attività mediche presso le farmacie. Divieto che è stato sempre ribadito dalla successiva normativa, passando dalle Leggi sulla ‘Farmacia dei Servizi’ sino ad arrivare al ‘Ddl Lorenzin’, in questi giorni all’esame della Commissione Affari sociali della Camera, che nega espressamente la possibilità per il medico di esercitare la sua professione all’interno delle farmacie”.
Una posizione netta, quella della federazione presieduta da Roberta Chersevani (nella foto), che ribadisce di non poter accettare “che una legge dello Stato che garantisce trasparenza, identificazione di ruoli e di competenze venga modificata da azioni che pregiudicherebbero la tracciabilità delle responsabilità, creando ulteriore disorientamento e sconcerto tra gli operatori della Salute”.

“È stata da poco approvata una legge sulla responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie che è in attesa dei decreti attuativi” conclude la nota Fnomceo, chiedendosi “a chi giova proporre nuove attività presso presidi del Ssn che introdurrebbero ulteriori elementi di incertezza normativa? E infine: la farmacia ha adeguata copertura assicurativa per la responsabilità di struttura?”

Perplessità sulla compatibilità normativa della misura arrivano anche dal segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia, Silvestro Scotti, che osserva anch’egli come si a ancora vigente la disposizione che “impedisce la presenza del medico in farmacia sulla base delle possibili ‘relazioni pericolose’  rispetto al paziente. È vero che ci sarà un decreto attuativo” afferma il leader della Fimmg “ma credo che non basti”.

Secondo Scotti, la soluzione per coinvolgere anche farmacisti e farmacie nelle vaccinazioni potrebbe essere quella di  “individuare un luogo terzo dove il farmacista, il medico e l’ospedale lavorano insieme per portare la salute più vicina ai cittadini“. Ma, conclude Scotti, “non mi pare che nelle premesse del decreto ci siano queste intenzioni”.