Censis: l’influenza non fa paura e gli italiani ne sottovalutano i rischi

Roma, 12 ottobre – Solo il 43% degli over 50 sa che l’influenza può avere complicanze letali. Quasi tutti conoscono la vaccinazione antinfluenzale (96,8%), ma non c’è ancora una piena consapevolezza sui rischi legati alla cronicità e sull’esistenza di specifiche condizioni di rischio. Intanto la copertura vaccinale degli over 65 si è ridotta al 52% (era al 68,3% nel 2005-2006): una percentuale pericolosamente lontana dall’obiettivo del 75%.

Questi, in sintesi, i dati salienti emersi dalla ricerca del Censis La vaccinazione antinfluenzale: il punto di vista dei cittadini sulle conoscenze, gli atteggiamenti e i comportamenti degli italiani over 50 sull’influenza e sulla propensione alla vaccinazione antinfluenzale, realizzata con il supporto non condizionante di Sanofi Pasteur e presentata.

Il primo dato che emerge dalle rilevazioni del Censis è che l’influenza è molto conosciuta:  il 90,9% degli italiani over 50 sa che è causata da virus che ogni anno subiscono una mutazione, dando vita a diverse forme di influenza stagionali. L’87,7% pensa che è molto contagiosa perché si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie (tosse, starnuti). Il 71,7% sa che si trasmette anche attraverso il contatto con oggetti contaminati. Ma solo il 45,7% sa che può rimanere contagiosa per diverso tempo sin dal periodo di incubazione.

È anche diffusa la percezione della gravità della malattia. Solo il 14,7% tende a minimizzarne i rischi, mentre il 48,9% è consapevole che a certe condizioni, come per i malati cronici e le persone anziane, può essere molto grave.

All’influenza possono essere associate diverse complicanze, di cui gli italiani over 50 sono a conoscenza in diversa misura: la bronchite (lo sa l’89,6%), la compromissione di alcune funzionalità respiratorie (85,6%), la polmonite (78,7%), la lunghezza dei tempi di recupero (74,4%), sinusiti e otiti (70,7%).

L’influenza può comportare anche un aggravamento delle malattie preesistenti: il 57,7% sa che può dar luogo a complicanze cardio-circolatorie. Il 43% pensa che l’influenza può avere complicanze che possono portare alla morte (il dato sale al 48,5% tra i più istruiti). Ma solo il 3,4% ammette di avere molta paura dell’influenza. Quando ci si accorge di aver preso l’influenza, solo il 16% contatta immediatamente il medico, il 45,8% si rivolge al medico solo se i sintomi non migliorano, il 24,4% si cura autonomamente con farmaci da banco e il 13,8% lascia che l’influenza faccia il suo corso senza prendere farmaci.

Il 96,8% degli italiani over 50 sa che è possibile vaccinarsi contro l’influenza stagionale. Il 93% riconosce che la vaccinazione è consigliabile per i soggetti affetti da patologie dell’apparato respiratorio, l’88% per le persone che vivono in ambienti dove è più facile il contagio, l’86% per il personale sanitario, l’85,4% per le persone con più di 65 anni, l’81,2% per i soggetti affetti da patologie dell’apparato cardio-circolatorio o da malattie croniche (80%). Il 59,1% considera la vaccinazione antinfluenzale consigliabile a tutte le persone che vogliono evitare di ammalarsi. Il 52,3% fa riferimento ai soggetti affetti da diabete, il 49,3% ai bambini e il 36,2% alle donne in gravidanza.

Dalla ricerca emerge anche che la copertura vaccinale tra gli over 65 (per i quali la vaccinazione è offerta gratuitamente e somministrata dal medico di famiglia) ha raggiunto un picco massimo nella stagione 2005-2006 (68,3%), ma poi si è progressivamente ridotta fino a 16 punti percentuali in meno: nella scorsa stagione 2016-2017, infatti, ha raggiunto solo il 52%. La riduzione della tendenza a vaccinarsi può essere dipesa dal grado di fiducia. Il 32,9% degli italiani over 50 afferma di fidarsi «molto» delle vaccinazioni (e la fiducia aumenta al 41,3% tra gli ultrasettantenni e al 40,7% tra i laureati). Il 51,2% si fida «abbastanza», «poco» o «per nulla» il 15,9%. Tra questi ultimi, ci sono soprattutto abitanti del Sud (19%) e persone meno istruite (26,6%).

“Abbiamo voluto capire meglio i comportamenti e gli atteggiamenti degli italiani rispetto alla vaccinazione antinfluenzale e i dati emersi dalla ricerca del Censis dimostrano come la popolazione sia molto più informata di quanto non emerga dal dibattito pubblico” ha dichiarato Mario Merlo, general manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta. “Oggi la comunicazione e i social network ci offrono tante opportunità, ma alle volte restituiscono il punto di vista solo di una piccola parte della popolazione. Sono certo che questi dati rappresenteranno un passo avanti importante in termini di consapevolezza e informazione”.

“L’atteggiamento nei confronti della vaccinazione antinfluenzale appare condizionato dal prevalere della dimensione soggettiva, dall’autopercezione del rischio e della propria condizione di salute” ha dichiarato Ketty Vaccaro, responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis. “Nel nuovo approccio culturale nei confronti della vaccinazione rimane comunque rilevante il ruolo attribuito al proprio medico di famiglia, che continua a esercitare una funzione strategica di orientamento autorevole anche rispetto alla scelta individuale della vaccinazione come strategia centrale della prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze”.