CdS sul dispensario: “Va affidato al titolare della farmacia più vicina”

Roma, 13 giugno – La gestione di un dispensario farmaceutico va affidata alla responsabilità del titolare di una farmacia privata (o al direttore di una farmacia pubblica) insistente nella zona in cui il dispensario si trova, con preferenza per il titolare della farmacia più vicina.

A pronunciarsi in questo senso, in occasione di un contenzioso avviato in Campania, erano stati nel 2016 i giudici del Tar Salerno, richiamando in toto, nella loro sentenza (la n. 1574/2016) il dispositivo dell’art.1, comma 4, della legge 221/1968. I giudici amministrativi salernitani avevano chiarito che quella norma, facendo riferimento alla “farmacia più vicina”, intende indicare l’esercizio farmaceutico e non la sede farmaceutica. Se infatti avesse voluto riferirsi a quest’ultima – questa la considerazione dei giudici – il legislatore avrebbe esplicitamente disposto di accordare la preferenza nell’attribuzione del dispensario al titolare della sede farmaceutica al cui interno ricade il dispensario di nuova istituzione. Per i giudici del Tar salernitano, inoltre, il criterio di individuazione della “farmacia più vicina” deve tenere conto della concreta ubicazione del dispensario di nuova istituzione.

Sulla questione, a seguito di opposizione alla richiamata sentenza del Tar Salerno, è ora intervenuto il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2962/2018,  confermando la pronuncia di primo grado. A proposito dei criteri da osservare nell’ubicazione dei dispensari farmaceutici, il supremo consesso amministrativo sottolinea che lo “scopo della perimetrazione della zona è quello di delimitare la libertà di scelta del farmacista, nel senso che questi è, in linea di massima e salvo eccezioni, libero di scegliere l’ubicazione del proprio esercizio, purché rimanga all’interno di quel perimetro (il CdS cita al riguardo le sentenze n. 5884/2015, NdR). E tale principio di carattere generale, dettato per le sedi delle farmacie vere e proprie” conclude il Consiglio di Stato “non può non valere anche allorché si tratti dell’ubicazione del dispensario, essendo quest’ultimo parte integrante della sede farmaceutica da cui è gestito”.