CdS: “Maggiorazione rurali non può superare soglia dei 35 punti”

Roma, 28 febbraio – La maggiorazione di punteggio per i farmacisti rurali prevista dalla legge 221 del 1968 non può assolutamente trasformarsi “in un vantaggio competitivo eccessivo in danno” dei farmacisti che rurali non sono, diventando così  “una discriminazione dissimulata in danno dei medesimi”.
Con la sentenza 1135 pubblicata il 22 febbraio scorso, la terza sezione del  Consiglio di Stato (presidente Marco Lipari, estensore Giulia Ferrari) è tornata sulla controversa questione della maggiorazione premiale di punteggio da riconoscere ai farmacisti rurali nel concorso straordinario a sedi farmaceutiche, precisando (si spera definitivamente) che la somma riconosciuta alle associazioni partecipanti non può in alcun modo superare il totale di 35.
“Una diversa conclusione” scrivono nella sentenza i giudici di Palazzo Spada “comporterebbe che il requisito dell’esercizio professionale in sede rurale verrebbe ad assumere natura di criterio selettivo (quasi) dirimente, anche a detrimento di altri criteri espressamente presi in considerazione dalla legge istitutiva della sessione straordinaria per l’assegnazione delle nuove sedi farmaceutiche”.

Una sentenza importante, anche per gli effetti di “accelerazione” che potrà produrre sugli iter dei concorsi regionali straordinari per l’assegnazione di sedi farmaceutiche, notevolmente rallentati da una serie di contraddittorie sentenze pronunciate sul punto da diversi Tribunali amministrativi regionali.