CdS: Bollini farmaci, esclusiva riservata a Ipzs anche per quelli non Ssn

Roma, 26 gennaio – La produzione delle fustelle dei farmaci, inclusi quelli non dispensati dal Servizio sanitario nazionale, è un’attività riservata in esclusiva all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Così afferma la sentenza n. 04383/2017, pubblicata il 24 gennaio scorso, con la quale il Consiglio di Stato ha accolto un ricorso dello stesso Ipzs (affiancato dal MEF e dal ministero della Salute)  contro una sentenza del Tar Lazio, la n. 5275/2017, che  – accogliendo il ricorso di una azienda cartotecnica operante nel settore della stampa in sicurezza dei bollini ottici farmaceutici che reclamava la possibile di produrre bollini per i farmaci non Ssn direttamente per  le industrie del farmaco – i giudici amministrativi laziali finivano per concludere che l’Istituto Poligrafico non poteva reclamare l’esclusiva la produzione di bollini per tali medicinali.

Quella sentenza, però, viene ora ribaltata dalla pronuncia dei giudici di Palazzo Spada  dopo un minuzioso esame della complessa materia, valutata anche in ordine agli sviluppi futuri che saranno di necessità determinati dal doveroso adeguamento della normativa nazionale a quella comunitaria. A questo riguardo,  il Cds osserva che  “spetterà, nell’ambito delle rispettive competenze, al legislatore de iure condendo o alla autorità amministrativa (e, si auspica, di concerto tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello della Salute) verificare, nelle more di tale doveroso adeguamento alla normativa eurounitaria, se l’attuale sistema che prevede l’adozione del sistema Data Matrix già nel bollino, con l’innalzamento del livello di sicurezza nella produzione dello stesso, consenta un’apertura del mercato, e alla concorrenza, alla produzione degli stessi bollini da parte di terzi, compatibilmente e proporzionalmente con l’esigenza di mantenere doverosi controlli sulla loro apposizione e di preservare la pubblica salute da frodi, o se rimanga ininfluente, invece, sulla loro natura, formale e sostanziale, di carte valori che, ai sensi dell’art. 3 della l. n. 559 del 1996, sono e restano, allo stato, di esclusiva produzione dell’Istituto”.

Per quanto riguarda il cuore del contenzioso (ovvero l’esclusiva rivendicata dall’Ipzs nella produzione dei bollini), il Cds conclude che “il bollettino ottico farmaceutico, allo stato della legislazione vigente, costituisce un valore fiduciario e di tutela della fede pubblica che, in quanto identificato univocamente dalla combinazione del codice A.I.C., dalla carta filigranata fornita e dal numero progressivo assegnato dall’Istituto, rientra tra le carte valori la cui produzione (…) spetta all’esclusiva competenza dello stesso Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato s.p.a.”

Il Poligrafico, dunque, per i giudici di Palazzo Spada  è titolare “di un diritto di privativa pienamente compatibile, ai sensi della legislazione vigente che fornisce, se rettamente interpretata, un chiaro ed univoco fondamento normativo di tale monopolio, sia con le previsioni degli artt. 41 e 43 Cost., i quali prevedono comunque limiti all’esercizio dell’attività economica per la tutela della sicurezza dei cittadini e consentono l’esercizio del monopolio di un servizio pubblico essenziale come quello farmaceutico per un «preminente interesse generale», che con la disposizione dell’art. 106, par. 2, TFUE, consistendo la “specifica missione” dell’Istituto, per il caso qui in esame, nell’esigenza, connessa alla gestione di un servizio economico di interesse generale come quello della produzione in via esclusiva dei bollini, di sottoporre – allo stato delle procedure sin qui conosciute e delle tecniche sin qui utilizzate – ad un controllo capillare ed accentrato la circolazione dei medicinali, sui quali vengono apposti i bollini, e di contrastare la loro contraffazione a tutela della salute pubblica, senza che con ciò lo sviluppo degli scambi sia compromesso in misura contraria agli interessi dell’Unione”.

Del resto, argomenta ancora il CdS, “la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel parere del 14 febbraio 2014 relativo alla Nuova definizione delle carte valori – scontrini gioco del lotto (…), ha precisato che «per talune categorie di prodotti la ragione giustificatrice della esclusiva risiede nell’esigenza di agevolare i necessari controlli dello Stato»”.

In ragione di tanto, il Consiglio di Stato, in riforma della sentenza impugnata,  ha accolto il ricorso di Ipzs, MEF e ministero della Salute.