Ccnl farmacie, trattative bloccate, Filcams pensa a come smuoverle

Roma, 8 novembre – Messa a punto del documento da consegnare al ministro della Salute sulle difficolta che stanno frenando il rinnovo del Ccnl farmacie private e convocazione di riunioni con i dipendenti delle farmacie, a livello provinciale, per aggiornarli sullo stato delle cose e per sondarne umori  e disponibilità in ordine alla partecipazione a iniziative sindacali  (la prima riunione è già stata fissata, si terrà a Firenze la sera del 19 novembre).

Questi gli esiti del coordinamento dei delegati Filcams tenutosi a Roma nella sede nazionale del sindacato lo scorso 5 novembre, di cui dà conto una nota pubblicata su Farmacie.blog, lo spazio on line aperto un paio di anni fa dal sindacato di settore della Cgil per dare spazio e voce ai farmacisti non titolari. Per rendere possibile una più ampia partecipazione, l’incontro (annunciato dal nostro giornale lo scorso 28 ottobre, con un riepilogo sullo stato delle trattative) ha coinvolto in videoconferenza le strutture territoriali impossibilitate a partecipare.

I delegati Filcams che siedono al tavolo delle trattative con Federfarma hanno riferito ai colleghi i contenuti dell’ultimo incontro con la controparte,  tenutosi a metà ottobre a delegazioni ristrette. Una sorta di faccia a faccia per fare il punto sulle rispettive posizioni, nel corso del quale Federfarma avrebbe confermato le sue forti richieste relativamente alla flessibilità degli orari e ai permessi,  opponendo per contro disponibilità estremamente limitate alle richieste dei sindacati dei lavoratori, rispetto alle quali (oltre alle consuete resistenze) si sarebbero addirittura registrati alcuni passi indietri, non meglio precisati dal resoconto di Farmacie.blog.

Nel corso del coordinamento si è quindi discusso del documento da consegnare al ministro della Salute sullo stato delle trattative per il rinnovo  contrattuale, un contributo richiesto dallo stesso titolare del dicastero Roberto Speranza nel corso del veloce ed estemporaneo abboccamento con i rappresentanti Filcams avvenuto a Milano in occasione di FarmacistaPiù, all’inizio dello scorso ottobre.

Diversi partecipanti, pur condividendo il proposito di predisporre e consegnare un testo molto essenziale, hanno proposto integrazioni alla bozza (in particolare, riferisce la nota di Farmacie.blog, in ordine ai destini delle aziende municipalizzate e al ruolo delle multinazionali). Ma il vero nervo scoperto delle sigle dei lavoratori sembra in realtà essere quello del “doppiopesismo” di Federfarma sui temi della qualificazione professionale e la formazione: se quando si tratta di chiedere soldi al ministero (il riferimento è alla proposta per la remunerazione sperimentale dei servizi alla base del documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni) la sigla datoriale non esita a fare riferimento alla necessità di valorizzare “le competenze e il ruolo sanitario del farmacista territoriale” (e dunque anche quello dei farmacisti dipendenti che stanno al banco), quando si tratta di discuterne in sede di trattativa contrattuale – dove l’assunto andrebbe coerentemente tradotto in termini concreti, riconoscendo e monetizzando il contributo che i colleghi dipendenti assicurano allo svolgimento dei servizi –  la stessa Federfarma sembrerebbe soffrire di amnesie, dimenticandosi di quanto sostenuto e predicato in precedenza  e della “necessità di riconoscere anche economicamente competenze e responsabilità delle nuove mansioni richieste ai collaboratori”.

Dal palco di FarmacistaPiù, ricorda la nota di Farmacie.blog, è stato lo stesso presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo a legare il rinnovo del contratto di lavoro alla trattativa sulla remunerazione. “Ma da quelle che sono le posizioni espresse in trattativa ormai da quasi due anni” scrive la Filacams “sembrerebbe che invece secondo il sindacato dei titolari il rinnovo del contratto si debba fare non per farmacie sempre più sanitarie e professionali e ricche di servizi ad alta qualificazione, ma per farmacie che si fanno concorrenza molto più banalmente sugli orari di apertura commerciale, e cercando di pagare i collaboratori meno possibile (dopo sette anni dalla scadenza dell’attuale contratto, è sempre utile ricordarlo!)”.

In ogni caso, conclude la nota,  Filcams nazionale si è impegnata a verificare la possibilità di una condivisione unitaria con le altre organizzazioni sindacali del documento e del tentativo di coinvolgere il ministero della Sanità, nella speranza che Speranza si esprima a sostegno delle istanze dei lavoratori del settore: un auspicio che ha un benaugurante precedente, quello del rinnovo del contratto nazionale della sanità privata (cliniche e ospedali privati, anch’essi convenzionati con il Ssn come le farmacie), fermo da 12 anni e bloccato  da un muro contro muro tra le parti.In quel caso, l’intervento del ministro si è rivelato decisivo per spianare la strada alla ripresa delle trattative, interrotte da tempo, e per scongiurare uno sciopero che era già stato proclamato. La speranza del sindacato è ovviamente che unaqualche iniziativa di Speranza possa assicurare la stessa spinta al Ccnl dei dipendenti delle farmacie. E, per questo, si sta anche valutando “la possibilità di sostenere con un presidio di delegati col camice la consegna al ministero del documento sui nostri rinnovi contrattuali”.