Ccnl farmacie, chiusa fase esplorativa, survey Cgil su flessibilità orari

 

Roma, 5 febbraio – Contestualmente alla fine degli incontri “esplorativi” nell’ambito delle trattative tra Federfarma e rappresentanze sindacali dei lavoratori per il rinnovo del Ccnl Farmacie private (il quarto e ultimo si è tenuto lo scorso 1° febbraio), la Filcams Cgil ha lanciato  sul sito farmacie.blog un sondaggio su come viene applicata (e vissuta) la flessibilità degli orari nelle farmacie italiane.

Cinque le possibilità contemplate dalla survey lanciata dal sindacato:

  • è di 40 ore e non cambia mai
  • varia solo in maniera programmata nell’anno (es: sostituzione collega in ferie, turni)
  • varia in casi eccezionali e le ore in più sono pagate a straordinario (es: malattia collega)
  • varia al bisogno e con poco preavviso, lavori ore in più e recuperi quando decide il titolare
  • altro (con l’invito a raccontarlo nello spazio dei commenti)

Una rilevazione interessante e dalla quale, come lasciano presagire i primi commenti pubblicati (parzialissimi e in ogni caso certamente non rappresentativi dell’intera realtà), non mancheranno di arrivare spunti anche molto polemici. Significativo, al riguardo, il lungo commento pubblicato il 1° febbraio da un farmacista dipendente che si firma Maurizio e che afferma di lavorare in media di 48 ore settimanali e di esaurire con ampio anticipo (già ad agosto/settembre) il monte ore annuo (250) di straordinario, arrivando anche a fare in agosto, a causa della carenza del personale per ferie, 72,5 ore in una settimana. “Di quanta altra flessibilità hanno bisogno i titolari?” si chiede Maurizio, per il quale il  “vero nodo della questione”, del quale non si parla, sarebbe un altro, ovvero il costo della sua retribuzione oraria netta di farmacista dipendente con 10 anni di anzianità, pari a circa €8,50. Una cifra che, scrive, rende conveniente “spremere il personale fino a farlo scoppiare”.

Il farmacista raffronta quindi la sua paga oraria con quella della madre (insegnante), pari a €21,00 nette l’ora e a quella della collaboratrice domestica (“la meno esosa che ho trovato mi chiede € 9 l’ora” scrive Maurizio), affermando di  vergognarsi di prendere meno della mia donna delle pulizie. “Io non dico di retribuire un farmacista con € 21 nette l’ora, ma almeno con € 15 come si addice a un professionista” scrive Maurizio, che propone anche confronti (tutti perdenti) con altre categorie professionali, come quella dei metalmeccanici. “Chiamiamo le cose col loro vero nome” conclude il farmacista collaboratore, invitando i titolari a “non chiamateci colleghi” (soprattutto alle porte delle elezioni collegiali, precisa polemicamente), perché  “siamo schiavi o meglio capre da mungitura”.

Nell’attesa di esiti più ampi e probanti (se arriveranno) del sondaggio, sullo stesso blog il sindacato ha anche pubblicato, come è ormai consuetudine, il resoconto dell’incontro svoltosi giovedì scorso,  nel corso del quale  Federfarma e Filcams Cgil,  Fisascat Cisl e UilTucs hanno fatto una ricognizione degli argomenti su cui il confronto dovrà approfondirsi nel merito nel corso dei prossimi incontri,  il primo dei quali è stato fissato per il prossimo 5 marzo.

A cinque anni esatti dalla scadenza dell’accordo rinnovato il 14 novembre 2011 con vigenza fino al 31 gennaio 2013, riporta il resoconto di blog.farmacie, “le modifiche normative che secondo Federfarma avrebbero attinenza con l’articolato contrattuale sono numerose e complesse, mentre le organizzazioni sindacali si riservano di valutare nel merito di ciascuna variazione. Per questo la delegazione datoriale ha proposto di analizzare punto per punto, nel corso di quell’incontro, le visioni delle parti sugli aggiornamenti che intende proporre”.

Le organizzazioni sindacali dei lavoratori,  proprio facendo riferimento all’ultimo accordo di rinnovo siglato a fine 2011, hanno voluto sottolineare come “già allora ci fosse una previsione di confronto da portare rapidamente a sintesi su alcuni temi che rimangono d’attualità, come  la formazione Ecm, i trasferimenti nelle aziende che gestiscono più di una farmacia, l’osservatorio dell’Ente bilaterale sul settore”.

Federfarma ha condiviso di inserire anche queste materie all’ordine del giorno del prossimo incontro, quantomeno per incardinarle nell’impianto contrattuale .