Cavalieri al merito, tra le 57 nomine c’è anche il farmacista di Codogno

Roma, 4 giugno – Il presidente Sergio Mattarella, dando seguito immediato all’annuncio formulato nel corso della sua visita a Codogno il giorno della Festa della Repubblica, ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus.

I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare – spiega un comunicato del Quirinale – “l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali”.

Nella lunga lista dei nuovi cavalieri (per la quale rimandiamo a un lancio dell’agenzia Askanews) ci sono anche nomi noti, come quello di Monica Bettoni, già senatrice e sottosegretaria alla Sanità, che a 69 anni, accogliendo la richiesta di aiuto proveniente dagli ospedali del nord, è tornata a fare il medico volontario all’Ospedale Maggiore di Parma, una delle strutture maggiormente impegnate sul fronte dell’epidemia. Un gesto che compendia ed esprime lo slancio generoso che il Paese sa esprimere nei momenti di difficoltà e che il presidente ha voluto premiare.

Altro nome già salito nelle scorse settimane alla ribalta delle cronache è quello di  Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive all’Università Humanitas di Milano, definito da un editoriale di  Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia, insieme a Li Wenliang, l’oculista di Wuhan morto di Covid, tra i primi medici cinesi ad avvisare della possibilità che le gravi polmoniti registrate a Wuhan alla fine del 2019 fossero legate a un coronavirus,  e ad Anthony Fauci, l’infettivologo americano che sta accompagnando gli Stati Uniti nell’affrontare la pandemia. Cecconi, come scrisse Jama nell’occasione, “ha guardato in una telecamera e ha raccontato la storia dei primi giorni della crisi in Lombardia, invitando il mondo a prepararsi all’arrivo di Covid-19”.

Anche se tutti gli insigniti, senza distinzione, meriterebbero di essere citati ad uno ad uno per le straordinarie testimonianza di solidarietà, generosità, coraggio, inventiva, dedizione e senso civico che ognuno di loro ha saputo fornire in uno dei momenti più difficile della storia del Paese (i loro nomi e le loro storie sono in ogni caso ampiamente ricordati oggi su ogni organo di informazione),  RIFday si limiterà a ricordare, per ovvi motivi, quello di Giuseppe Maestri (nella foto), farmacista a Codogno, piena zona rossa, una delle località-simbolo nella drammatica storia della pandemia nel nostro Paese. Piacentino e residente a Piacenza, Maestri ha percorso tutti i giorni quasi cento chilometri per continuare a garantire un servizio fondamentale anche nel piccolo comune del lodigiano, superando quotidianamente i controlli all’entrata della zona rossa per evitare che ai già gravissimi problemi dei codognesi si aggiungesse anche quello di non poter disporre dei farmaci necessari alle loro cure.“Non sono un eroe, semplicemente mi piace il mio lavoro e voglio e devo farlo soprattutto ora, anche noi siamo un presidio sanitario” dichiarava ai giornali il farmacista piacentino a inizio marzo, glissando anche sui rischi per la sua salute e quella dei suoi collaboratori, neppure sottoposti ad esami per riscontrare eventuale positività al Covid19.  Rischi dei quali era ovviamente perfettamente consapevole, comportandosi di conseguenza: “Quando da Codogno torno a Piacenza, resto a casa e non esco più. Lo faccio anche per rispetto nei confronti dei miei concittadini, in modo da evitare che il virus possa potenzialmente diffondersi sempre di più”  spiegava, insistendo sulla necessità delle buone pratiche da mettere in atto per evitare i contagi.

Un understatement che Maestri ha meritoriamente mantenuto anche dopo la nomina a cavaliere: “Sono naturalmente felice e onorato del riconoscimento”  ha commentato il farmacista. “Ma non credo di aver fatto nulla di più di quanto hanno fatto tutti i miei colleghi che hanno sempre garantito l’assistenza ai cittadini, restando in prima linea, come del resto tutti i professionisti della salute. Per questo condivido questa onorificenza con tutti i farmacisti italiani”.

Parole subito apprezzate dal presidente della Fofi Andrea Mandelli, che le ha definite “la migliore rappresentazione possibile dello spirito che anima la nostra professione”, ringraziando insieme a Maestri “tutti i farmacisti italiani che, negli ospedali e nel territorio, nell’industria farmaceutica e nella distribuzione non hanno mai smesso di prodigarsi a tutela della salute della collettività”.